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Il personaggio

«Cucino e vado via». Enrico chef a domicilio con un passato da videomaker

di Margherita Grotto
Enrico Zannelli, vicentino classe '79, un passato da videomaker, fotografo ed esperto di comunicazione è oggi uno chef a domicilio
Chef Zannelli non è solo a servizio delle case, ma anche delle aziende
Chef Zannelli non è solo a servizio delle case, ma anche delle aziende
Chef Zannelli non è solo a servizio delle case, ma anche delle aziende
Chef Zannelli non è solo a servizio delle case, ma anche delle aziende

Uscire di casa e andare a cena al ristorante o far entrare in casa il ristorante? Enrico Zannelli percorre la seconda strada. Vicentino, classe '79, Zannelli è oggi "il tuo Chef personale a domicilio"

Nasce nel campo della produzione di video e foto accanto al papà ma dopo 20 anni di eventi, matrimoni e aziende, ha chiuso tutto. I primi passi li ha mossi come chef nello showroom di Arclinea, brand di cucine-design; poi il corso di formazione alla Città del gusto Torino, sede piemontese del Gambero Rosso, e la qualifica di chef nel 2019. La gavetta da Eragoffi, stella Michelin torinese, e poi un desiderio: cucinare a casa delle persone. Ora chef Zannelli lavora sia con aziende, proponendo team building experience, sia a domicilio con privati, in una rete in espansione.

Enrico, cosa significa affidarsi a uno chef a domicilio?
Rimanere a casa e sentirsi coccolati come al ristorante. Le mie non sono cene lunghe e impegnative, ma piacevoli, in cui degustare una cucina vicentina con inserti piemontesi, con un occhio di riguardo al pesce, anche se il territorio vicentino è particolarmente "carnivoro": faraona, pollo in tecia, bigoli con l'arna.

Da quale intuizione è nata l'idea di Chef a domicilio?
È da quando ho 8 anni che sono appassionato del mondo cibo. Crescendo, ogni volta che mi recavo da amici o parenti, ero solito mettermi a far da mangiare nelle loro cucine. La vita, nel frattempo, mi ha portato dietro una macchina fotografica e una videocamera, fino a quando non mi sono sentito stanco e vuoto. Volevo fare quello che mi piace, cucinare, ma con un piglio in più. Così è nato chef Zannelli identificato da un peperoncino.

Perché questo ingrediente?
Perché voglio il piccante nella vita, non solo nella cucina.

Come funziona lo chef a domicilio?
Gli interessati mi contattano attraverso il sito, mi comunicano il numero dei commensali e qualche idea. Stilo il preventivo e, nel momento in cui accettano, creo il menu, faccio la spesa e preparo la linea degli odori. I profumi forti li sprigiono a casa mia. Arrivo un paio d'ore prima e preparo in loco le parti espresse. Quando giungono gli ospiti condivido i miei piatti raccontandoli e dialogando. Nelle cene più numerose mi appoggio a un assistente, mentre il dolce non lo faccio, ma mi affido a un pasticcere del territorio. Non sono un catering. La mia parte di stoviglie è minima, perché utilizzo piatti, posate, bicchieri e pentole della casa.

Ci sono mai stati imprevisti?
È inevitabile sentirsi sotto pressione, il desiderio è quello di far filare tutto liscio e dare il meglio. A una cena non mi è venuto lo zabaione... tuttora il cliente se lo ricorda. Gli imprevisti sono inevitabili, l'importante è avere sempre un piano B.

Richieste "divertenti"?
Passerò Capodanno con una famiglia composta da marito, moglie e suocera.

Nel sito si legge "In cucina come nella vita utilizzo solo ingredienti autentici". Quali?
L'ingrediente autentico della vita è la genuinità: il mio personaggio è sincero. L'ingrediente autentico arriva dalla terra.