Il punto stampa

Zaia: «Il Veneto resta in giallo. Il virus si sta endemizzando: cambia lo scenario e deve cambiare la strategia»

Zaia punto stampa 20 gennaio 2021

Il governatore Luca Zaia torna in diretta oggi, giovedì 20 gennaio, alle 12.30 da Marghera per gli ultimi aggiornamenti sul coronavirus in Veneto. Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, nella settimana dal 12 al 18 gennaio in Veneto si registra un peggioramento per i casi Covid-19 attualmente positivi ogni 100.000 abitanti (5.245) e un aumento dei nuovi casi (13,6%) rispetto alla settimana precedente. Risultano sopra la soglia di saturazione i posti letto in area medica (26,2%) e in terapia intensiva (18,4%)  occupati da malati. Per quanto riguarda le vaccinazioni, la popolazione che ha completato il ciclo è al 79%, leggermente inferiore alla media nazionale (79,6%) a cui va aggiunto un ulteriore 3,9% (media Italia 4,1%) con prima dose; il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 74,2%, sopra la media nazionale (70,8%). Per la fascia pediatrica 5-11 anni ha completato il ciclo vaccinale il 5,8% (media Italia 5,2%) e il 22,4% (media Italia 19,9%) ha fatto la prima dose. La provincia con i maggiori nuovi casi per 100.000 abitanti è Rovigo con 2.748, seguono Verona (2.737), Vicenza (2.639), Treviso (2.277), Padova (2.256), Belluno (2.198) e Venezia (2.021).

Intanto sul fronte scuola, nelle ultime ore la Regione ha diffuso un documento riguardo alla sorveglianza con testing che mira a semplificare le regole. 

 

LA DIRETTA

 

ZONA GIALLA

«I dati degli ultimi giorni ci fanno prudentemente ben sperare. Dovrebbe iniziare l'inversione della curva. Nella settimana dal 14 al 20 gennaio il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 18%, quello di occupazione dell'area medica al 20%. Il nostro modello ci dice che potremmo perdere un altro punto percentuale nelle terapie intensive e guadagnarne uno in area medica. Se fosse così restiamo in giallo la prossima settimana. Abbiamo i parametri per dire che non andiamo in arancione». 

 

DEVE CAMBIARE LA STRATEGIA

«Lo scenario è totalmente cambiato. Abbiamo avuto più di 25 mila positivi in un giorno, potremmo averne anche 30 mila ma abbiamo capito che la stragrande maggioranza è asintomatica, e che anche i sintomatici in stragrande maggioranza sono paucisintomatici. Dimettiamo più pazienti di quanti ne ricoveriamo. Il virus si sta endemizzando, Omicron è una variante molto contagiosa ma non altamente letale, e probabilmente è la scelta che il virus fa per diventare ubiquitario e diventare la nostra "influenza". Ovvio che non si scherza, ma i grafici dimostrano che la vaccinazione dà una grande mano».

«Quel che ho chiesto e ho fatto sottoscrivere ai colleghi presidenti è che il Governo guardi al Cts e prenda atto che la situazione gestita con le norme di oggi è da caos. Sono comprensibili le lamentele dei cittadini, che si trovano una mole di tamponi e di attività da fare, che vanno a cozzare contro ore di attesa ai tamponi. Il contact tracing su 21 mila contagiati al giorno è impossibile da fare. L’Ecdc dice di concentrarsi sui sintomatici, tutto quello che sta intorno non è da trascurare ma da gestire in maniera più flessibile»

 

MODIFICARE DEFINIZIONE DI "CASO"

«La modifica della definizione di "caso" è la madre di tutte le battaglie. Spero che il gruppo di lavoro del Cts chiuda velocemente questa partita, perché si va nella direzione nella quale il vaccinato positivo fa il suo isolamento per tre giorni, poi fa le sue attività».

 

MENTALITÀ AUTOTUTELA FRENA LE SEMPLIFICAZIONI

Il ritardo in Italia nei cambiamenti sulle regole per quarantene e isolamenti «avviene perché c’è un dibattito scientifico, ma anche perché c’è una posizione culturale in questo Paese sull’autotutela verso quel che si decide». «Abbiamo vincoli culturali di approccio - ha aggiunto Zaia - che non sono anglosassoni, dove prendono un problema e lo risolvono. Noi rischiamo di avere soggetti che poi sono subito pronti a dichiararsi parte lesa. Spero che si superi questo gap nell’approccio, si usi un metodo anglosassone e si vada  a soluzione. È questione di tempi, e spero si risolva nei prossimi giorni».

 

SPERO ARRIVI CIRCOLARE SU TAMPONI IN FARMACIA

«Altre regioni hanno deciso di portare la fine dell’isolamento in farmacia con tampone di prima generazione. Il governo, con il Ministero, ci ha detto che farà una circolare, speriamo che questa circolare si veda. C’è la volontà da parte governatori di arrivare velocemente a una forma gestibile. C’è il modello inglese che prevede il "via tutto", ma è vero che gli inglesi per oltre il 95% hanno avuto un incontro con il virus o il vaccino. Penso che ci stiamo avvicinando a uno scenario endemico del virus, per cui bisogna fare in modo di liberare i cittadini che oggettivamente sono in preda a regole che vorremmo semplificare. Fondamentale è la decisione del governo».

 

VACCINI

«Un bambino su tre è vaccinato e questa mattina abbiamo superato i 10milioni di vaccini inoculati in Veneto. E questo in poco più di 12 mesi»