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07.12.2017

Il San Bortolo
si riempie
di senzatetto

Da quanto le temperature sono calate i clochard trovano riparo all’interno dell’ospedale San Bortolo
Da quanto le temperature sono calate i clochard trovano riparo all’interno dell’ospedale San Bortolo

VICENZA. Non compare nell’elenco dei ricoveri ufficiali per i senzatetto, ma da qualche settimana il San Bortolo è diventato una sorta di succursale delle strutture che danno riparo a chi una casa non ce l’ha. Ne sanno qualcosa i dottori, gli infermieri e il personale dell’ospedale che devono fare i conti con i comportamenti spesso inappropriati dei clochard: a metà novembre uno di loro aveva espletato un impellente bisogno fisiologico davanti ai pazienti nella sala d’attesa del pronto soccorso e poi aggredito tre infermieri e un poliziotto; l’altra notte un altro sbandato ha messo a segno un furto in uno dei bar. IL FREDDO. Il fenomeno non è nuovo, anzi. Ogni anno, quando le temperature cominciano ad abbassarsi, alcuni homeless eleggono a propria dimora il San Bortolo, dove trovano riparo dal freddo. Durante la notte dormono al pronto soccorso o nelle sale d’aspetto degli altri reparti, mentre di giorno si aggirano per i corridoi. Alcuni di loro chiedono l’elemosina alle persone che incontrano. Al momento, sono circa una mezza dozzina i senzatetto che bazzicano per la struttura ospedaliera. La maggior parte di loro sceglie una zona e si accampa sopra alcune sedie con i propri bagagli, gli unici averi che possiedono alcuni vestiti e delle vecchie coperte. Per lavarsi utilizzano i bagni pubblici, creando un certo malumore tra le persone in visita ai ricoverati e tra il personale addetto alle pulizie. Che, in passato, ha pure subito qualche violenta aggressione dagli sbandati per averli rimproverati. IL FURTO. Anche l’autore del furto messo a segno l’altra notte, un veneziano di 65 anni, originario di Mestre, così come il senzatetto che aveva defecato e assalito tre infermieri e un agente, ha deciso di vivere al pronto soccorso. Ha varcato l’ingresso dieci giorni fa. Camminava aiutandosi con un bastone e con la mano libera trascinava un piccolo trolley. Ha chiesto di essere visitato e, una volta dimesso, ha piantato le tende nella sala d’attesa. Medici e infermieri gli hanno domandato diverse volte di andarsene, facendogli presente che ci sono strutture che danno riparo a chi non ha un tetto sopra la testa, ma lui non ne vuole sapere. Attorno alle 3 di ieri, ha infilato il suo bastone attraverso l’inferriata messa a protezione del bar dell’ala D per far cadere per terra e poi spingere verso di sé alcune confezioni di merendine. Purtroppo per lui è stato immortalato da una telecamera, che ha consentito agli agenti delle volanti di denunciarlo per furto. Ora per il veneziano è pronto un foglio di via obbligatorio dalla città, un provvedimento simile a quello che era già stato emesso nei suoi confronti dalla questura di Padova. 

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