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15.02.2017

Basilica “Spa”: fattura 800 mila euro l’anno

Lo spazio commerciale sotto il loggiato della Basilica palladiana che è appena stato assegnato. COLORFOTOUna delle principali attrattive della Basilica è la terrazza
Lo spazio commerciale sotto il loggiato della Basilica palladiana che è appena stato assegnato. COLORFOTOUna delle principali attrattive della Basilica è la terrazza

Produrre cultura è la sua prerogativa. Ma lei fa di più: genera moneta sonante. Sia attraverso la sua vocazione primaria, sia con l’affitto degli spazi commerciali. Basta dare un’occhiata alla contabilità che la riguarda, per rendersene conto. La Basilica palladiana viaggia su incassi da oltre 800 mila euro l’anno, grossa parte dei quali proviene dalle attività culturali, l’altra dalla concessione della dozzina di negozi al piano terra e su piazza delle Erbe. Su questo fronte, i pieni superano di gran lunga i vuoti. Sotto il loggiato del monumento palladiano l’ultimo negozio sfitto è stato assegnato ieri dalla giunta. Nello spazio di 46 metri quadrati si insedierà una gioielleria il cui canone di affitto è stato fissato in circa 21 mila euro l’anno, quota dei complessivi 300 mila euro che il Comune incassa dalla concessione dei negozi.

LE CONCESSIONI. È freschissima l’assegnazione dell’ultimo immobile che era rimasto libero dei dieci al piano terra della Basilica palladiana. L’attività che si insedierà nello spazio a fianco del bar Borsa, con affaccio su piazza dei Signori, è quella dell’artigiana orafa Daniela Vettori che pagherà un canone di circa 21 mila euro ridotto delle spese a cura della creatrice di gioielli per interventi strutturali. Con questo nuovo ingresso, che di fatto subentra al negozio di cappelli cessato nei mesi scorsi, e che l’assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri ritiene «in sintonia con la tipologia di prodotti di qualità che trovano spazio al piano terra», la Basilica fa il pieno, almeno per la parte sotto le logge. Tutti occupati i dieci locali (per una superficie complessiva di 600 metri quadrati) per i quali il Comune, che firma con i locatari contratti della durata di nove anni, incassa circa 245 mila euro ogni 12 mesi, ridotti delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione. Un po’ diversa è la situazione per i quattro spazi sul livello di piazza delle Erbe, per un totale di 326 metri quadrati di vetrine. La metà è occupata da attività commerciali che fruttano circa 55 mila euro l’anno. «Gli altri due negozi, da 90 metri quadrati ciascuno, sono vuoti - spiega l’assessore -. Uno, per la sua conformazione è difficile da affittare, l’altro è disposto meglio. Infatti, dopo la recente rinuncia di un aggiudicatario, sta per essere bandita una nuova procedura di gara per affidarlo, considerate le manifestazioni di interesse che ci sono giunte».

MOTORE DI SVILUPPO. Tutti numeri che fanno sorridere le casse comunali, perchè la Basilica, come afferma il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, «è un generatore di economia in una duplice accezione. Quella classica, con l’affitto degli spazi commerciali e attraverso la formula che ha permesso di creare attrattiva anche in assenza di grandi eventi. Un meccanismo virtuoso che funziona. La Basilica non è un oggetto culturale inerte, ma il simbolo dello sviluppo economico che si può costruire attorno a un monumento». Un unicum, visto che «di solito, in Italia, i monumenti costano più di quanto rendano». Ed eccoli i numeri: quelli già raccontati con i circa 560 mila euro incassati nel 2016 tra biglietti, abbonamenti, concessioni ai privati, sponsor e proventi dell’affitto del bar della terrazza (con un utile di 150 mila euro), e i 300 mila euro di canoni per i negozi, fanno un fatturato record per la Basilica “Spa” di circa 860 mila euro.

Laura Pilastro
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