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15.05.2018

Alpini, cantori e sindaci Così la valle saluta Gigi

L’arrivo del feretro alla chiesa di San Quirico per l’ultimo saluto.   K.Z.Luigi Centomo.   K.Z.
L’arrivo del feretro alla chiesa di San Quirico per l’ultimo saluto. K.Z.Luigi Centomo. K.Z.

Una vita spesa tra interessi, passioni e impegno, quella di Gigi Centomo. Il riscontro c’è stato ieri quando, in occasione del funerale, la grande chiesa di San Quirico è stata a malapena in grado di accogliere quanti l’hanno affollata per l’ultimo saluto. La figura e la vita di Gigi sono state ben disegnate: i ragionamenti equilibrati, la moderatezza nei toni, il modo di parlare pacato, la passione per la cultura, la musica e la montagna, nonchè per la ricerca storica e la scrittura. Sì, perchè così come ha detto il maestro Bepi DeMarzi alla fine della cerimonia, prima di invitare tutti a cantare insieme, accompagnando il coro, “Signore delle cime”, Centomo è stato un appassionato della sua valle, della quale conosceva ogni sasso e non mancava di raccontarla e valorizzarla. La messa è stata una sorta di affettuosa testimonianza nei confronti dello scomparso giornalista, per oltre trent’anni nostro collaboratore e corrispondente da Valdagno e Recoaro. Toccante è stata l’esecuzione de “La contrà de l’aqua ciara”, un brano che Centomo amava e che ben si è prestato a sottolineare la sua passione per la storia e le tradizioni della valle. Ma Gigi è stato anche un uomo impegnato a favore della sua comunità, come assessore e vicesindaco. A testimoniarne la dedizione sono giunte le parole dell’attuale vicesindaco valdagnese, Michele Vencato, che ha ricordato di non essere presente solo in rappresentanza ufficiale: «Poco dopo essere stato nominato assessore - ha detto -, lo incontrai e lui mi raccomandò tre aspetti: servizio, impegno e onestà». A testimoniare il dolore per la scomparsa di un uomo che tanto ha dato alla sua città e alla sua valle, in chiesa c’erano anche gli ex sindaci valdagnesi Maurizio Dal Lago e Gaetano Bressan, nonchè il primo cittadino di Cornedo, e collega giornalista, Martino Montagna. «Sia nella sua San Quirico che nelle altre zone della città lui c'era - ha detto di Centomo il sindaco Giancarlo Acerbi in una nota ufficiale di cordoglio del Comune in occasione della scomparsa avvenuta giovedì scorso-. Con la sua gentilezza, la sua capacità e soprattutto il suo grande amore per il nostro territorio. L'ultima volta che l'ho visto, una domenica mattina di qualche mese fa, in una passeggiata in cui ci siamo incrociati e abbiamo fatto un pezzo di strada assieme, mi ha parlato del futuro e del domani della sua San Quirico». È stata quindi la figlia Anna a tracciarne la figura di padre e nonno attento e affettuoso, che ai nipotini leggeva le fiabe e insegnava a scrivere “impugnando bene la penna”, raccomandando che si appassionassero di musica e sport. Folta anche la presenza delle penne nere della sezione valdagnese, del cui periodico Gigi era direttore, presenti con ben sette gagliardetti di altrettanti gruppi, schierate ai lati della cassa sulla quale c’era il cappello di Gigi, rendendo gli onori alla lettura della Preghiera dell’alpino e chiamando alla fine un commovente “Alpino Centomo Luigi: Presente!». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Rolli
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