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27.10.2017

Vizio del gioco, clienti controllati in banca

La prevenzione dal gioco d’azzardo patologico sta a cuore anche agli istituti di credito. FOTO ARCHIVIOI presidenti Drago e Sandini e gli assessori Strinati e Zorzan. DALL’IGNA
La prevenzione dal gioco d’azzardo patologico sta a cuore anche agli istituti di credito. FOTO ARCHIVIOI presidenti Drago e Sandini e gli assessori Strinati e Zorzan. DALL’IGNA

Le banche di credito cooperativo dell'Alto Vicentino scendono in campo per contrastare il gioco d'azzardo e la ludopatia attraverso gli psicologi e uno spettacolo teatrale. Una duplice e originale iniziativa che vede innanzitutto coinvolti i dipendenti degli sportelli bancari dislocati sul territorio: sono loro infatti i primi ad accorgersi di quando un cliente si trasforma in uno schiavo del gioco.

Un fenomeno che si fa di anno in anno sempre più allarmante. Secondo i dati forniti dall'Ulss 7, nei 32 Comuni dell'Alto Vicentino i malati di ludopatia sono passati dai 53 del 2011 ai 94 del 2016. Un dato tanto parziale - sono ancora troppi i cittadini che non ammettono di avere un problema di dipendenza e non si rivolgono quindi ai servizi dell'azienda socio sanitaria per una cura - quanto preoccupante.

Per questo motivo la Fondazione delle banche di credito cooperativo ha deciso di formare i propri dipendenti attraverso una serie di incontri con psicologi specializzati in ludopatia, per aiutarli a identificare i clienti con problemi di gioco e, nei casi più gravi, a segnalarli all'Ulss.

«Basta dare un'occhiata all'andamento di certi conti correnti per accorgersi che vi sono dipendenze da gioco - ha spiegato Giorgio Sandini, presidente Banca San Giorgio Quinto e Valle Agno - soprattutto quando, non appena viene accreditato lo stipendio, il cliente inizia a prelevare somme ingenti, evidenziando quasi subito difficoltà ad arrivare a fine mese. È quindi fondamentale formare i nostri dipendenti che da un lato possono più facilmente riuscire a decifrare ciò che si nasconde dietro a certe operazioni e dall'altro sanno come comportarsi di fronte a una persona che presenta questa patologia insidiosa». «Nella stessa ottica - ha aggiunto Domenico Drago, presidente Banca Alto Vicentino - noi non finanziamo sale slot o costruttori di macchine per il gioco d'azzardo. Il nostro compito come banche è anche quello di sensibilizzare la comunità sui rischi del gioco d'azzardo: è per questo che, assieme alla Caritas Diocesana, alle scuole e alle Ulss promuoviamo la campagna di prevenzione “Mettiamoci in gioco per il nostro futuro”».

Rientra in questo progetto l'iniziativa “Fate il Nostro gioco”, spettacolo di divulgazione scientifica e di denuncia sociale promosso dagli assessorati al sociale e alla pubblica istruzione, in programma al teatro comunale domenica 5 novembre alle 18.30 e, per le scuole superiori, lunedì 6 novembre alle 10. L'obiettivo dell'evento è quello di svelare le regole, i piccoli segreti e le grandi verità che stanno dietro all’immenso fenomeno del gioco d’azzardo ricorrendo alla matematica.

«L’iniziativa vuole fornire, in modo leggero, una nuova chiave di lettura e gli strumenti per capire le dinamiche del gioco d’azzardo - ha spiegato Andrea Zorzan, assessore al sociale - La matematica e i numeri ci chiariranno e ci apriranno gli occhi. Si tratta di un piccolo mattoncino per arginare questa grande illusione che in troppi casi si trasforma in dramma». «Purtroppo il fenomeno interessa anche gli adolescenti - ha rilevato Gabriella Strinati, assessore alla pubblica istruzione - Auspico un larga partecipazione di scuole e famiglie e ringrazio la Fondazione delle banche di credito cooperativo».

Alessandra Dall’Igna
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