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05.11.2017

Vaccini, la parrocchia nega la sala

Alcuni dei promotori della conferenza di sabato prossimo. S.D.C.Il teatro Arcobaleno, che doveva ospitare il dibattito sui vaccini
Alcuni dei promotori della conferenza di sabato prossimo. S.D.C.Il teatro Arcobaleno, che doveva ospitare il dibattito sui vaccini

Stop alla conferenza pubblica sui vaccini, la parrocchia ritira la disponibilità del teatro Arcobaleno dov’era fissata per l'11 novembre.

L'associazione Forum Gruppi Uniti ha organizzato per sabato prossimo un incontro di approfondimento sul tema “Legge 119/2007. Obblighi vaccinali”, provvedimento normativo che anche nel territorio Alto Vicentino ha prodotto numerose “espulsioni” dagli asili per la fascia d'età dagli 0 ai 6 anni. L'obiettivo è quello di offrire un focus su un argomento molto delicato e dibattuto e forse, proprio per questo, in via precauzionale la parrocchia ha preferito fare un passo indietro.

«Non finiremo mai di ripeterlo, noi non siamo contro i vaccini – hanno spiegato le portavoce Eva Martini e Barbara Soligo, ieri durante la presentazione dell’evento alla Casa del giovane di Poleo - ma vogliamo che venga garantita la libertà di scelta per le famiglie e i loro bambini. L'accordo per l'affitto del cinema, seppur verbale, era stato preso ancora a fine settembre, erano state fornite tutte le informazioni necessarie e circa due settimane fa avevamo dato anche la locandina dell'evento. Potevano dire di no subito e allora ci sarebbe stato tutto il tempo per trovare un altro posto. Invece le polemiche esplose sui social negli ultimi due giorni devono aver fatto cambiare idea all'ultimo momento. Un gesto che ci sembra una censura per impedire la libera informazione, per controllare quello che i liberi cittadini possono o non possono sentire».

Solo venerdì il comitato parrocchiale di gestione del cinema aveva pubblicato un avviso esplicativo: «In relazione all’incontro che si terrà sabato 11 al pomeriggio nel nostro cinema, oggetto di considerazioni varie sulle pagine social del nostro paese, ribadiamo la completa estraneità della nostra parrocchia e del comitato di gestione del cinema all’organizzazione dell’incontro. Il locale cinema è stato affittato, come accade di consuetudine, direttamente al gruppo promotore, nel rispetto del regolamento vigente. Come ogni evento è facoltà dei cittadini valutare se parteciparvi o meno».

Forse in via precauzionale e alla luce di ulteriori riflessioni l'epilogo è stato però differente. «Onestamente – hanno riferito dalla parrocchia di S. Lorenzo a Torrebelvicino - all'inizio gli organizzatori ci avevano detto che il tema erano appunto i vaccini, ma senza specificare. Poi in questi giorni abbiamo appurato che in realtà era un incontro contro i vaccini, senza contraddittorio o dibattito visto che i rappresentanti dell'Ulss hanno declinato l'invito. Ci sembrava quindi una cosa a senso unico e pertanto, a seguito di una consultazione con il consiglio e il parroco, abbiamo deciso di ritirare la disponibilità».

La data e il programma dell'incontro pubblico restano comunque confermati, quello che cambierà è solo la location che sarà comunicata nei prossimi giorni, non appena i promotori avranno individuato un altro luogo sufficientemente ampio per ospitare una platea con presenze già confermate non solo da fuori provincia ma anche da fuori regione. «Impensabile spostare la data, fissata ormai da un mese – ha sottolineato Martini -. I relatori sono personaggi che partecipano anche una ventina di conferenze al mese quindi è impossibile riorganizzare tutto a stretto giro».

Alla conferenza, promossa da una quarantina di gruppi spontanei vicentini, parteciperanno Dario Miedico (ex medico legale ed epidemiologo), Domenico de Angelis (avvocato e titolare dello studio legale De Angelis), Andrea Fisco (avvocato e presidente dell'associazione no profit “Avvocato in Famiglia Onlus”) e Ambra Fedrigo (regista del documentario Il ragionevole dubbio). «Inoltre avevamo invitato l'Ulss – ha aggiunto Soligo - proprio per poter offrire una panoramica più ampia possibile sul tema. Purtroppo non hanno voluto mandare nessuno, motivando con il fatto di non voler creare confusione».

Silvia Dal Ceredo
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