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12.11.2017

Priare, castelli e museo
“miniera” per il turismo

Turisti in visita ai Castelli di Montecchio Maggiore. ARCHIVIO
Turisti in visita ai Castelli di Montecchio Maggiore. ARCHIVIO

Montecchio turistica piace ai visitatori. Sono state 6.500 le persone che da febbraio a ottobre hanno visitato con i volontari della pro loco Alte Montecchio le Priare, i castelli di Romeo e Giulietta, il museo Zannato, villa Cordellina e la fondazione Bisazza. In particolare i turisti che hanno vistato i tre siti sui colli sono stati oltre 4.100, con una media di 515 al mese, mentre altri 1.500 hanno conosciuto la villa palladiana e le esposizioni della Fondazione che si trova in viale Milano. «Numeri sempre in crescita, soprattutto da quando è stata siglata una convenzione fra Comune e pro loco - osserva la vicepresidente dell’associazione, Ornella Vezzaro -, siamo fortunati ad avere un gruppo di giovani volontari motivati». E che Montecchio sia una città che piace ai turisti, stranieri o italiani che siano, lo dimostrano pure i dati della Regione che pongono il territorio castellano fra i luoghi più visitati in Provincia. Lo scorso anno la città ha registrato quasi 80 mila presenze e viene ritenuta un punto da cui partire alla volta di grandi centri come Vicenza, Padova o Verona. Le Priare e i castelli, inoltre, sono stati protagonisti nei giorni scorsi di due dirette su Rai Tre e la troupe dello storico programma “Sereno Variabile” ha deciso di girare un servizio apposito all’interno del complesso ipogeo posizionato sotto la rocca Capuleti.

Sempre le cave artificiali saranno le protagoniste oggi dello spettacolo “I misteri de…la vita del priaro” organizzato da pro loco, in collaborazione con Regione, Ensemble Teatro e l’azienda Peotta Armando ed inserito nella rassegna “Veneto spettacoli di mistero”, il festival regionale dedicato ai luoghi leggendari.  «Anche questa volta i progetti che abbiamo presentato sono stati accettati dalla Regione - spiega il presidente Proloco, Giuseppe Ceccato -. Ci stiamo impegnando per promuovere i nostri siti turistici. Volevamo illustrare ai giovani in particolare come si svolgeva nei secoli scorsi la vita del Priaro, all’interno dell’antica cava di pietra». La rappresentazione racconterà di Palladio e delle sue visite per scegliere la pietra usata poi per le ville, ma anche saranno raccontate le paure e le gioie dei priari, la fatica di segare le pietre a mano, il terrore di stare nella grotta da soli, le ombre e anche le bevute la domenica sera all’osteria. Lo spettacolo è adatto a tutti. Si inizia alle 15 con repliche alle 16, alle 17 e alle 18. Ingresso 5 euro.

Antonella Fadda
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