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06.02.2018

Ponte, la commissione va verso il naufragio Zaia: «Inconcepibile»

Tensione ieri sera alla riunione, ben presto abortita, della commissione di controllo comunaleIl governatore Luza Zaia in una foto d’archivio sul Ponte degli Alpini
Tensione ieri sera alla riunione, ben presto abortita, della commissione di controllo comunaleIl governatore Luza Zaia in una foto d’archivio sul Ponte degli Alpini

Enrico Saretta Va a picco la commissione di controllo sul Ponte degli Alpini. Ieri sera, nella seconda riunione indetta per trovare un accordo sulla presidenza, le minoranze non sono indietreggiate di un millimetro e hanno ribadito il loro rifiuto a esprimere il presidente della commissione. Il presidente del consiglio comunale, Carlo Ferraro, ha provato invano fino all’ultimo a convincere le opposizioni. Irremovibili, i consiglieri di minoranza presenti Stefano Monegato (Impegno per Bassano), Mariano Scotton (Forza Italia), Andrea Zonta (Bassano Congiunta) e Anna Maria Conte (5 Stelle) hanno ribadito il loro “no”. Erano assenti invece Tamara Bizzotto (Lega) e Dario Bernardi (Portiamo Bassano al centro). Il motivo della conferma del “gran rifiuto”? Secondo le minoranze, la commissione non avrebbe alcun potere d’indagine e si tradurrebbe in una sorta di doppione della commissione territorio. Ora è quasi impossibile che la presidenza della commissione passi nelle mani della maggioranza e quindi il destino è segnato. Il capogruppo di Più Bassano, Bruno Bernardi, ha dichiarato di non avere intenzione di proseguire, come pure il consigliere Pd Giovanni Reginato. Bisognerebbe tra l’altro modificare il regolamento in consiglio comunale. «La commissione di controllo del Ponte degli Alpini poteva essere un modo per confrontarci sul cantiere - afferma Bernardi - Le minoranze non hanno voluto sentire ragioni. Troveremo un altro modo per informare la cittadinanza. Sinceramente mi sembra un’occasione sprecata». Pure Reginato non ritiene opportuno cambiare le carte in tavola. Per una decisione definitiva, però, si confronterà prima con il suo gruppo. «Per quanto mi riguarda non ha senso andare avanti - tuona -. Anche perché c’è già la Commissione territorio per parlare dei temi legati al Ponte». «La commissione d’indagine sarebbe stata l’unica ad assegnare pieni poteri al presidente , che altrimenti sarebbe una comparsa - ribattono i gruppi Impegno per Bassano, Forza Italia, Lega Nord e Bassano ConGiunta -. In essa, infatti, il presidente si può avvalere di tecnici esterni per le valutazioni sul progetto e sull’appalto. Non così per quella di controllo, dove ogni convocazione resta vincolata alle decisioni del Comune». La maggioranza replica però che, se l’obiettivo è la trasparenza, la commissione di controllo è aperta al pubblico, quella di indagine no. Intanto proprio ieri è arrivata una dura presa di posizione politica del presidente del Veneto Luca Zaia, che ha bacchettato l’Amministrazione Poletto. «Sul Ponte degli Alpini di Bassano è sempre tutto fermo. Potrei accettare per la prima volta nella storia di fare il commissario», le parole pronunciate dal governatore nel corso di una visita all’ospedale di Cittadella. «La situazione è imbarazzante - ha proseguito Zaia -, Stiamo parlando di un’opera legata a Palladio, di un elemento simbolo non solo a livello regionale ma nazionale e internazionale. È come se parlassimo del Ponte vecchio di Firenze o della torre Eiffel. Questa situazione deve sbloccarsi. La Regione ci ha messo dei soldi e ce li ha messi anche il Governo. Vogliamo il ponte restaurato. Non vorrei mai andare lì a celebrare il “funerale” di un po’ di pezzi di legno che in virtù di una piena sono andati giù». •

Enrico Saretta
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