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05.09.2018

Matrimoni raddoppiati Un quarto con cittadini dell’Unione europea

Un matrimonio celebrato in municipio Oltre un centinaio i matrimoni celebrati a Bassano con rito civile
Un matrimonio celebrato in municipio Oltre un centinaio i matrimoni celebrati a Bassano con rito civile

I bassanesi tornano a sposarsi. In controtendenza con i dati degli anni scorsi, nei primi giorni di settembre il numero di matrimoni celebrati in municipio ha già superato il totale delle unioni del 2017: 67 nei primi otto mesi del 2018, contro 64 in tutto il 2017. E fino alla fine dell’anno, sono 100 le cerimonie già prenotate. «Considerato che da qui a dicembre dovrebbero aggiungersi altri matrimoni – commenta l’assessore ai servizi demografici, Cristina Busnelli – è concreta la possibilità di raddoppiare le cifre dell’anno scorso». A stupire, oltre all’impennata nel numero di unioni, è l’incidenza delle coppie non residenti (il 13 per cento del totale) che scelgono Bassano come sfondo della loro unione, come la quota rilevante di matrimoni (un quarto delle cerimonie in lista) nei quali uno dei futuri coniugi è straniero. «Nessuna caccia alla cittadinanza facile – si affretta a precisare l’assessore – in una riedizione del film “Green Card”, semplicemente e fortunatamente è l’integrazione europea che corre molto più velocemente di quanto vorrebbe certa politica». In sostanza, a volte sono galeotti gli studi universitari grazie all’Erasmus, altre la sede di lavoro all’estero, altre una vacanza, magari in Interrail, e si finisce a pronunciare un “sì” internazionale di fronte al sindaco o a un suo delegato. «L’aspetto rilevante – prosegue l’assessore – è che a premere per il matrimonio di regola è il coniuge straniero. A volte per tradizione, spesso perché, comunque si osservi la questione, il matrimonio garantisce una maggior tutela per la parte debole e quando la famiglia di origine è lontana, meglio affidarsi a qualche diritto in più». A queste ragioni si aggiungono le scelte di convivenze ormai arrivate a maturazione, rispetto alle quali i componenti della coppia si decidono per il passo definitivo. «È sempre una questione di stabilità – rileva l’assessore Busnelli -, o meglio di volontà di stabilizzare un rapporto, formalizzandolo di fronte alla legge. Così quest’anno, con il personale dell’ufficio anagrafe, faremo volentieri gli straordinari». È leggermente diverso il discorso per le coppie non residenti, per le quali la scelta di fissare la cerimonia in città comporta dei costi aggiuntivi. «Finora sono tredici le famiglie in formazione che hanno scelto Bassano per pronunciare il “sì” – evidenzia l’assessore -. Per loro si tratta a volte di una decisione dettata dalla comodità, se per esempio i familiari abitano in zona, o cercano delle sistemazioni alberghiere vicine al luogo della cerimonia, ma più spesso la ragione è legate alle atmosfere che trovano». In sostanza, Bassano piace, con il fiume e le montagne sullo sfondo è romantica al punto giusto e offre un Ponte sul quale, anche in tempo di restauri, è possibile scambiarsi il classico “bacin d’amor”. «Nessuno di noi vuole trasformare il centro storico in una specie di Las Vegas – chiude Busnelli -, però non sottovalutiamo le opportunità che la nostra città può offrire». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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