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05.02.2018

L’uccisione dell’ex prete Cinel da anni a Medellin all’insaputa delle autorità

“El Tiempo” ha parlato della relazione fra Cinel e il 18enneIl titolo del quotidiano “EL Colombiano” sull’assassinio di Cinel Il luogo del crimine, interdetto dalla polizia, a Medellin, in Colombia
“El Tiempo” ha parlato della relazione fra Cinel e il 18enneIl titolo del quotidiano “EL Colombiano” sull’assassinio di Cinel Il luogo del crimine, interdetto dalla polizia, a Medellin, in Colombia

Lorenzo Parolin “Una storia impressionante”, “Come in un film”, “Un pericoloso predatore”: sono solo alcune delle espressioni apparse sulle prime pagine dei principali quotidiani della Colombia alla notizia dell’assassinio dell’ex sacerdote rossanese Dino Cinel. La torbida vicenda, nella quale si intrecciano passioni sfociate nell’omicidio e un tentativo di suicidio da parte del reo confesso, il 18enne Santiago Alberto Morales Parra, continua a suscitare scalpore sui media colombiani, pure avvezzi alle storie a tinte forti. E anche ieri le principali testate nazionali, come gli storici “El Colombiano” o “El Tiempo”, i network televisivi e quelli radiofonici hanno dato ampio spazio alla storia del sacerdote espulso dalla Chiesa per pedofilia e della relazione intrecciata a Medellin con il 18enne Morales Parra, un adolescente che avrebbe i tratti del “ragazzo di vita”. “El Colombiano”, quotidiano conservatore che si occupa prevalentemente della regione di Antioquia e del suo capoluogo Medellin, dopo aver ricostruito le ultime ore dell’ex religioso, ha fatto parlare il comandante della polizia metropolitana, generale Oscar Gomez Heredia. «Un giovane ha chiamato la linea di emergenza “123” per confessare il crimine – ha spiegato il militare -. La nostra risposta è stata veloce come sempre e siamo intervenuti fermando il giovane e impedendogli di attentare alla propria vita». Dopo aver ucciso Cinel con una coltellata, infatti, il giovane ha tentato di togliersi la vita, senza tutavia riuscirci. “El Tiempo” ha evidenziato la durata della relazione, un anno secondo le testimonianze, e il fatto che l’ex religioso dimorasse da anni a Medellin senza essersi mai preoccupato di segnalare la propria presenza agli uffici del fisco o alla polizia. In aggiunta, il quotidiano segnala che nelle prime cinque settimane dell’anno a Medellin sono stati registrati 59 omicidi, con un aumento preoccupante rispetto ai 42 del 2017. Il sito di informazione “Colombia me gusta”, infine, si concentra sui trascorsi dell’ex religioso, che dopo essere stato accusato di pedofilia, avrebbe dichiarato di essere stato a sua volta vittima di abusi mentre era in seminario. «Non dimentichiamo, però, che si tratta di una persona da tenere sotto controllo, con istinti predatori», chiude l’autore del servizio sul sito “Colombia me gusta” , recuperando una vecchia intervista nella quale si ricostruivano le vicende di pedofilia e pedopornografia che avevano visto protagonista l’allora don Cinel negli anni del suo soggiorno negli Stati Uniti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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