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12.10.2017

Cittadella della giustizia
senza vita ma in finale
al premio di architettura

Il nuovo Palazzo di giustizia progettato dall’archistar italo-sloveno Boris PodreccaUna veduta dall’alto della cittadella della cultura
Il nuovo Palazzo di giustizia progettato dall’archistar italo-sloveno Boris PodreccaUna veduta dall’alto della cittadella della cultura

La bellezza non ha salvato il tribunale. Quando tutte le beffe per la città sembravano consumate, ne arriva una nuova di zecca: la Cittadella della Giustizia è stata inserita tra i finalisti del Premio di architettura “Città di Oderzo”. Non è uno scherzo. La giura del prestigioso concorso, promosso da numerosi enti tra cui la Regione, ha selezionato tra i finalisti anche il progetto del nuovo tribunale di Bassano, quella cattedrale nel deserto costata quasi 6 milioni di euro e che oramai da anni si erge spettrale al centro di via Marinali. Un edificio diventato il simbolo per eccellenza degli sprechi dello Stato e della perdita di peso del nostro territorio.

I promotori del premio, però, non hanno considerato le vicende che hanno portato alla chiusura del vecchio tribunale e alla conseguente messa in soffitta della nuova Cittadella. A loro interessava soltanto il progetto, firmato dall’archistar italo-sloveno Boris Podrecca. Ecco quindi che il Palazzo di giustizia è entrato nella rosa dei 6 finalisti, su ben 127 progetti in gara. Tra i criteri di scelta della giuria, presieduta del professor Nicola Di Battista, il valore etico, oltre che estetico delle opere «soprattutto in una fase di crisi in cui è necessario un ripensamento del percorso di crescita delle nostre città». Lo stesso assessore alla cultura del Veneto Cristiano Corazzari ha sottolineato che questo premio vuole portare alla luce «esempi positivi». Insomma, tutti lodano l’opera bassanese. In effetti, il nuovo tribunale avrebbe contribuito sicuramente alla crescita di Bassano, se non fosse che il Governo Monti lo ha tagliato gettando alle ortiche fior di milioni. E c’è sconforto anche nelle parole del vicesindaco di Bassano Roberto Campagnolo: «L’Italia è l’unico Paese dove si premiano i morti - è il suo commento -. È una vera e propria beffa che un’opera così ben fatta, tanto da meritarsi la finale di un concorso, abbia fatto questa fine. Per quel palazzo è stato speso un sacco di soldi, ma a quale scopo? Soltanto per avere una bellissima struttura, ma completamente vuota, in pieno centro».

Proprio Campagnolo è stato, e lo è tuttora, uno dei principali sostenitori dell’inutilità di continuare a sperare in una futura riapertura del tribunale. «Questo riconoscimento deve spingerci tutti a lavorare affinché quella struttura non rimanga vuota - spiega - Quindi, o si fa in fretta a riaprire il tribunale o è meglio pensare ad altre strade. Abbiamo un complesso di grande valore architettonico in pieno centro città: è davvero frustrante saperlo chiuso»

Un pensiero condiviso anche dall’avvocato Roberto Pozzobon: «Un vero peccato - chiosa - La Cittadella sarebbe potuta diventare il fiore all’occhiello della nostra città». Non è escluso, però, che il premio “Città di Oderzo” consenta di riaprire il dibattito sul futuro della struttura. I promotori, infatti, hanno organizzato anche una mostra itinerante delle opere selezionate, che partirà da Oderzo nel 2017 per concludersi a Venezia nel 2018, in concomitanza con la Biennale internazionale di Architettura. Chissà come se la caveranno le guide quando dovranno spiegare ai visitatori che quel prodigio di architettura non serve praticamente a nulla.

Intanto, appuntamento a sabato 14 ottobre, quando sarà decretato il vincitore: «Speriamo almeno di vincere lì», chiude Campagnolo.

Enrico Saretta
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