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01.02.2018

Anziani, è allarme truffe Un’invalida nel mirino «Suo figlio è agli arresti»

Francesca Cavedagna «Buongiorno signora, sono un maresciallo di Bassano. Suo figlio ha causato un grave incidente e adesso è qui in caserma, se vuole che venga liberato ci deve consegnare tremila euro in contanti». Un altro episodio ieri in città: sono due, in pochi giorni, le anziane truffate da una banda di malviventi che si fingono carabinieri per estorcere soldi a pensionati soli e impotenti. Questa volta la vittima è sfuggita per miracolo al tranello, ma è molto scossa dall’accaduto. La signora di 87 anni, invalida, vive in un appartamento di Rondò Brenta insieme al marito, che però in questi giorni è ricoverato all’ospedale San Bassiano per sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico. La donna era sola in casa quando è stata contattata al telefono ieri mattina, verso le 10.30. «Dall’altra parte del filo c’era un individuo che parlava con uno spiccato accento del sud - racconta arrabbiatissimo il nipote, Fabio Tommasi -. Ha detto che mio cugino aveva provocato un incidente e che per mettere le cose a posto in fretta bisognava pagare 3 mila euro. Poi il sedicente maresciallo le ha passato un finto avvocato, che sarebbe dovuto passare a ritirare i soldi di lì a poco. Anche lui aveva un accento meridionale. Mia zia ha spiegato che non aveva in casa quella somma e che non potendo camminare ci avrebbe messo un po’ di tempo a recuperarla, ma loro non hanno desistito». La malcapitata signora è andata nel panico. Chiaramente molto preoccupata per il figlio del quale aveva avuto quelle drammatiche notizie, ha chiesto ai finti carabinieri di potergli parlare almeno per un minuto, giusto per essere sicura che stesse bene. «A quel punto le hanno passato un terzo complice - continua Tommasi -, anche lui era meridionale e ha tentato di imitare l’accento veneto per fingersi mio cugino. Ma mia zia ha tentennato. a quel punto devono aver capito che non ci era cascata e dopo poche altre battute hanno riattaccato. Le ho detto che se si fossero fatti vivi di nuovo avrebbe dovuto dire che aveva trovato i soldi e che potevano passare a ritirarli, in quel caso li avremmo aspettati con i carabinieri, quelli veri». Pochi giorni fa in una trappola molto simile era caduta un’anziana di quartiere San Marco. I malviventi l’avevano contattata utilizzando la stessa tecnica, raccontando che il figlio aveva causato un incidente, nel quale era rimasti feriti due bambini, che era trattenuto in caserma e che per liberarlo avrebbe dovuto consegnare settemilacinquecento euro a un certo avvocato Del Piero. La donna, purtroppo è caduta nel raggiro. «Mia zia invece se l’è cavata con una grande agitazione - riprende Tommasi - ma ciò che non mi spiego è come questi malviventi riescano ad individuare con tanta precisione gli anziani indifesi. Si ha la netta sensazione che sappiano benissimo chi colpire, conoscano le abitudini della vittime, la loro rete famigliare, dove abitino e pure le loro possibilità economiche. La fortuna è stata che mia zia non riesce a camminare: se fosse stata autonoma si sarebbe sicuramente affrettata ad andare a prendere i soldi. Ha comunque passato minuti di grande angoscia: spero che i veri carabinieri catturino questi impostori e facciano pagare cari questi crimini». I militi della Compagnia di Bassano hanno già fatto scattare le indagini per individuare la banda. •

Francesca Cavedagna
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