CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

11.10.2017

«Tra un anno tutta l’acqua libera dai Pfas»

La manifestazione di domenica a Lonigo contro i Pfas
La manifestazione di domenica a Lonigo contro i Pfas

A Lonigo obiettivo “Pfas zero” centrato. E tra qualche giorno sarà così anche a Brendola. È il risultato del potenziamento sui sistemi di filtraggio messi in atto da Acque del Chiampo, società di Arzignano che gestisce il ciclo idrico integrato in 10 comuni, dopo l’indicazione del coordinatore regionale ambiente e salute Nicola Dell’Acqua di concentrare le azioni sulla “zona rossa”, quella in cui la contaminazione è conclamata dai valori registrati nel sangue dei residenti, per arrivare a zero perfluori quanto prima.

Obiettivo che Acque del Chiampo vorrebbe raggiungere entro un anno per tutta l’acqua distribuita nei comuni del proprio bacino, anche dove è sotto la soglia indicata dall’Istituto superiore di sanità e dall’ultima delibera della Regione. «A Lonigo da qualche giorno è stato raggiunto lo zero tecnico, sotto la soglia di rilevabilità dei perfluori di 5 nanogrammi litro - spiega il consigliere delegato di Acque del Chiampo Andrea Pellizzari - l’acqua che arriva in parte anche da Acque Veronesi già filtrata viene sottoposta a un ulteriore filtraggio insieme alla nostra distribuzione. Adesso lavoriamo su Brendola, sempre nella zona rossa, dove i valori sono sotto i nuovi limiti. Tra qualche giorno grazie al filtraggio supplementare arriveremo a zero Pfas anche lì. Stiamo predisponendo un progetto per realizzare a Brendola un impianto di trattamento a monte. Così come farà Acque Veronesi per la distribuzione a Lonigo». Una volta raggiunti “Pfas zero” a Lonigo e Brendola si punta ad allargarsi a tutti i comuni. «La filtrazione fornisce garanzie sulla depurazione - continua Pellizzari - e vorremmo portare allo zero tecnico la presenza dei Pfas ovunque l’acqua venga erogata. Ci sono due strade: installare filtri ai carboni attivi, metodo più efficace tra quelli testati, in tutti i nostri impianti di distribuzione, tempo circa sei mesi, o realizzare un unico impianto a monte, per questo ci vorrebbe almeno un anno. Saremmo orientati verso la seconda ipotesi, ma richiede un investimento. Ci stiamo confrontando con il coordinatore regionale. Potrebbe essere finanziabile dalla Regione».

«So quanta strada abbiamo fatto e quante preoccupazioni ci pervadevano quando nel 2013 in Italia non esisteva neppure un laboratorio per ricercare queste sostanze - ricorda il presidente del cda Renzo Marcigaglia -, oggi il nostro lavoro viene riconosciuto e premiato. Ci gratifica essere considerati da Arpav e Regione un punto di riferimento nell’azione di contrasto all’emergenza”.

Dall’emergenza perfluori Acque del Chiamp ha investito 2,8 milioni di euro. E adesso sta spendendo i 3/400mila previsti annualmente per arrivare a “zero pfas” in zona rossa. «Dobbiamo ringraziare Consiglio di Bacino e sindaci che hanno sostenuto le proposte di investimento considerato che le spese finora sono finite in tariffa - conclude Pellizzari - e questo non è giusto. Questi 4 anni di emergenza ci hanno consentito di avere strumenti e risorse per affrontare il problema. La ricerca si sta facendo qui».

Luisa Nicoli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1