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20.03.2017

Era atteso dalla fidanzata
il 30enne morto nello schianto

I fiori deposti ieri mattina sul punto dello schianto.  FOTO BUSATO
I fiori deposti ieri mattina sul punto dello schianto. FOTO BUSATO

Era diretto a casa della fidanzata campigliese Ylenia, Mattia Sartori, il trentenne operaio di Belvedere deceduto sabato sera sulla provinciale Berico Euganeo nello schianto frontale con un’auto proveniente da Sossano. La Punto del giovane attorno alle 20.30, poco prima di una semicurva all’altezza del laboratorio pellicceria Bruna, per cause in corso di accertamento è sbandata sulla corsia opposta dove stava sopraggiungendo la Fiat Panda, un terribile impatto sul lato del passeggero che ha scaraventato l’utilitaria nel vicino canale d’irrigazione non lasciando scampo a Mattia Sartori deceduto sul colpo tra le lamiere contorte. Inutili i soccorsi del personale del Suem e dei Vigili del fuoco di Lonigo allertati dai primi automobilisti di passaggio, mentre l’automobilista della Panda rimasta sulla carreggiatta se l’è cavata con alcune contusioni venendo trasportata all’ospedale di Noventa e la cui testimonianza sarà determinante per ricostruire la dinamica dell’incidente. Ma non è esclusa l’apertura di un fascicolo per omicidio stradale da parte della procura. Grande la disperazione dei familiari che dopo essersi recati sul luogo della disgrazia si sono chiusi nel proprio dolore. Mattia Sartori abitava in via Palladio con papà Antonio, netturbino, mamma Marzia Groppo, operaia, e due fratelli più giovani, Marco e Thomas. «Una persona buona, benvoluta da tutti, amante della compagnia e un gran lavoratore, una disgrazia che scuote tutta la frazione di Belvedere», lo ricorda commosso il sindaco Eugenio Gonzato che ieri ha subito portato conforto ai familiari del giovane appena appresa la tragica notizia. Tanti gli amici e conoscenti recatisi sul luogo della disgrazia dove è stato posto un mazzo di fiori con diversi attestati carichi di dolore per Mattia Sartori, stimato dipendente da quattro anni alla Coopsementi sossanese e con un passato calcistico da portiere nel Sossano. «Una persona benvoluta da tutti, appassionato del proprio lavoro, che non si tirava mai indietro», commenta affranto un collega di lavoro.

Felice Busato
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