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11.01.2019

Anche a Natale sindaco in guerra con la Pro loco

L’evento si doveva tenere in piazza a Lonigo
L’evento si doveva tenere in piazza a Lonigo

Molti leoniceni hanno manifestato la loro delusione per il mancato appuntamento con il banchetto augurale sotto i portici al termine della messa di Natale. Una tradizione vecchia di più di trent’anni, che stavolta non è stata rinnovata. La Pro Lonigo, da sempre promotrice dell’iniziativa - e da qualcuno ritenuta responsabile di quanto (non) accaduto - si difende pubblicando nella sua bacheca di piazza Garibaldi due documenti ufficiali. Il primo contiene la richiesta inoltrata al sindaco Luca Restello di ottenere lo spazio e le attrezzature comunali necessari per poter allestire il rinfresco natalizio. Nel secondo è riportata una lettera del sindaco nella quale, tra l’altro, si legge: “Risparmiatevi la fatica di chiedere nuovi appuntamenti con la presente amministrazione o spazi pubblici per realizzare (?) il nulla che proponete. Non vi saranno concessi! In parrocchia siete ed in parrocchia state!” Una assoluta mancanza di dialogo, della quale hanno fatto le spese i cittadini, abituati a scambiarsi gli auguri in piazza davanti a una bibita calda e a una fetta di pandoro e costretti stavolta a rinunciare al simpatico appuntamento. Il presidente della Pro Loco Pierluigi Marcolin afferma che la guerra «è stata dichiarata da una sola parte» e che loro sono «sempre disponibili a lavorare per la città», sempreché il Comune fornisca il consenso e il supporto tecnico necessari. Da parte sua il sindaco Restello replica: «Spiace che anche nei giorni delle feste di Natale, che per noi cristiani sono un monito all’amore e alla verità, la cosiddetta Pro Lonigo urli ai quattro venti delle bugie con l’unica volontà di continuare in una inutile, sterile e poco dignitosa polemica». Riferendosi al caso in questione, Restello precisa che alla Pro Lonigo era stato inviato da parte dell’ufficio Commercio il modulo che ogni associazione deve compilare per garantire il rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza previste dalla legge. «La risposta di Marcolin - continua il sindaco – è arrivata via mail solo il 26 dicembre per comunicare che i tempi per organizzare l’evento erano troppo stretti e che non se ne sarebbe fatto niente. Il presidente della Pro Loco e suoi compagni di direttivo fingono di non capire che, in assenza delle certificazioni di pubblica sicurezza, non è possibile autorizzare qualsiasi tipo di manifestazione pubblica. Così, anche stavolta, la colpa per qualcosa che non ha funzionato in città, viene scaricata sulle spalle del sindaco. Ma a me, gli attacchi di queste persone in malafede, non fanno alcun effetto». Non ci sono stati problemi invece per un’altra tradizionale ricorrenza, quella del rogo della “vecia” nel giorno dell’Epifania con il gruppo alpini del paese. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Zonin
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