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VICENZA

Pensioni sotto la media italiana per le donne vicentine

Assegni inferiori di 17 euro. Dal bilancio sociale dell’Inps in aumento il numero di aziende ma pure le domande Naspi di disoccupazione
Per la prima volta l’Inps ha presentato il rendiconto provinciale, con i dati dell’attività delle sedi vicentine
Per la prima volta l’Inps ha presentato il rendiconto provinciale, con i dati dell’attività delle sedi vicentine
Per la prima volta l’Inps ha presentato il rendiconto provinciale, con i dati dell’attività delle sedi vicentine
Per la prima volta l’Inps ha presentato il rendiconto provinciale, con i dati dell’attività delle sedi vicentine

Tra segnali incoraggianti e altri che preoccupano. L’economia berica, vista con la lente dell’Inps, è un quadro in chiaroscuro. Tra luci: l’aumento del numero di aziende in attività; e ombre: le domande di disoccupazione in salita. Lo dicono i dati del rendiconto sociale provinciale presentato ieri a palazzo Trissino dai vertici locali e regionali dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. Che ha messo in fila i risultati dell’attività svolta dagli uffici vicentini nel 2022. Compresi i dati sulle prestazioni pensionistiche e gli importi medi dei trattamenti, che vedono le donne vicentine percepire assegni leggermente inferiori alla media nazionale. Una differenza di circa 17 euro. 

L’anno zero

Settanta pagine di tabelle e grafici: quella illustrata ieri è in assoluto la prima “edizione” provinciale del rendiconto, che di solito viene presentato su scala regionale. Una scelta che va nella direzione, come spiegato dai rappresentanti dell’Inps - presenti il direttore di Vicenza, Dario Buonomo, Susanna Servile, direttrice regionale vicaria, il presidente del comitato provinciale Inps Roberto Frizzo e il suo vice Ciro Galeone - di consolidare i rapporti con le comunità di riferimento. Che così possono disporre di uno strumento per comprendere meglio le dinamiche sociali ed economiche del territorio.

Anche sul fronte pensionistico, dove emerge come le pensionate vicentine abbiano in media pensioni più leggere non solo rispetto agli uomini - confermando il gap retributivo di genere -, ma anche alle “colleghe” del resto d’Italia. Per loro si calcola, infatti, un trattamento economico medio che per le pensioni liquidate nel 2022 è pari a 1.345 euro, contro i 1.362 euro delle pensionate italiane. Un differenziale macro soprattutto tra le ex dipendenti pubbliche, che ricevono un assegno di quasi 1.682 euro (importo medio calcolato sulle pensioni di anzianità/anticipate, di invalidità, superstiti e vecchiaia), inferiore di oltre 150 euro rispetto a quello delle ex lavoratrici italiane del medesimo settore.

Quanto alle pensionate del settore privato, il gap si ribalta: 1.040 il valore “femminile” per la provincia di Vicenza, 990 euro la media italiana. Al contrario, anche se si tratta di importi bassi, nel confronto va meglio (857 euro contro 792 euro) alle donne che prima della pensione hanno lavorato come parasubordinate e per le autonome (768 euro rispetto alla media italiana di 708). 

I segnali economici 

Sul fronte del mercato del lavoro, tra il 2021 ed il 2022 il numero di assunzioni è aumentato: 108.705 rispetto alle 99.895 del 2021; ma il trend è identico per le cessazioni, 101.569 contro le 90.574 dell’anno precedente. Il tasso di occupazione resta molto elevato, al 58,4%. E anche il numero delle aziende attive con dipendenti è in controtendenza nel Vicentino, salito a 25.248 rispetto alle 24.903 del 2021, ma cala di 513 unità il numero dei Durc, segno di un mercato meno vivace; aumentano anche gli insoluti mensili (16.917 gli insoluti totali contro i 15.753 dell’anno precedente) e quindi le difficoltà finanziarie.

Non solo: dopo i rimbalzi post pandemici e le fasi di assestamento, le domande di Naspi sono cresciute del 20%, passando da 17.050 nel 2021 a 20.419 nel 2022, con 18.968 domande accolte (erano state 15.748 l’anno precedente). In linea, i dati su reddito e pensione di cittadinanza. Sono 5.693 i nuclei che da gennaio a dicembre dello scorso anno hanno beneficiato del sussidio, contro i 5.678 del 2021. 

Laura Pilastro

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