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Vicenza

Santa Bertilla si mobilita. «Lezioni di autodifesa»

Il quartiere con il comitato “Aiutiamoci a difenderci” lancia un corso gratuito per i residenti «Per sentirsi sicuri»

Uscire di casa sentendosi più sicuri: parte da questa idea il corso di autodifesa gratuito lanciato dai residenti-per i residenti di Santa Bertilla. Davanti ai recenti episodi di aggressioni, furti e vandalismi che hanno interessato la città, il quartiere ha infatti deciso di organizzarsi, partendo da due concetti di fondo: «Non ritirarsi, ma vivere le proprie strade e fare gruppo».

Il corso nella scuola Calderari

Sabrina Forno, commerciante e residente, spiega così l’origine del corso, rivolto a chi vive a Santa Bertilla, al via il 7 marzo nella palestra della scuola Calderari. L’invito è rivolto a tutti - purché del quartiere - con un’indicazione: «Venite pure con l’abbigliamento che usate tutti i giorni». Perché l’approccio è molto “urbano”, quotidiano. L’idea è di partire con una cinquantina di persone. 

L'idea del comitato “Aiutiamoci a difenderci”

Alle spalle dell’iniziativa c’è il comitato “Aiutiamoci a difenderci”, che nella zona di Santa Bertilla vede come referente proprio Forno, mentre in città l’iniziativa vede in prima linea il consigliere comunale di FdI Nicolò Naclerio, che sta portando avanti l’esperienza in diverse zone. 
«L’obiettivo - evidenzia Forno - è riprenderci la città in maniera serena, iniziando a uscire, ad esserci». 
«Il corso - continua - è un’iniziativa pensata proprio per questo, per farci sentire più sicuri, per imparare a difenderci senza farci e senza fare male. Al primo incontro, in base anche a quante persone si presenteranno, il maestro probabilmente valuterà come organizzare le lezioni. Intanto iniziamo. È rivolto a tutti, donne, uomini, giovani e non».

Le lezioni tenuti da un istruttore di Ju Jitsu

Le lezioni saranno tenute da Stefano Mucignato, istruttore della scuola Ju Jitsu Team Vicenza. 
«Noi non vogliamo accusare nessuno - chiarisce ancora Forno - e non ci muoviamo contro nessuno. I delinquenti ci sono sempre stati, ma se noi cittadini ci chiudiamo in casa, la situazione non si risolverà, anzi sarà sempre peggio. Tra di noi abbiamo iniziato a trovarci, fare delle semplici passeggiate. E abbiamo visto che basta sedersi sulle panchine perché certi personaggi ambigui si spostino. Anche chiudere il negozio alle 20-20.30 e uscire sapendo che ci sono persone in giro, fa sentire più sicuri». 
I gruppi di “Aiutiamoci a difenderci”, precisa il consigliere Naclerio «hanno carattere propositivo, informativo e di prevenzione. E non sono in alternativa alle forze dell’ordine». 

Alessia Zorzan

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