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IL CASO

Ricorso dopo l’esame fallito. Il Tar “boccia” i genitori

La decisione dei giudici dopo la richiesta di un’alunna che non aveva raggiunto la quinta di un liceo di Vicenza
Il Tribunale amministrativo regionale a Venezia
Il Tribunale amministrativo regionale a Venezia
Il Tribunale amministrativo regionale a Venezia
Il Tribunale amministrativo regionale a Venezia

Era stata bocciata dopo gli esami di riparazione e i genitori avevano fatto ricorso al Tar per sospendere il provvedimento, ma i giudici amministrativi hanno dato ragione alla scuola: «È stata prestata attenzione alle specifiche condizioni dell’alunna». È successo alla fine dello scorso anno scolastico a un’alunna con esigenze educative speciali della quarta di un Liceo cittadino, difesa dall’avvocato Enrica Vetrugno, che, come detto, non è riuscita ad accedere al quinto e ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. 

La richiesta della famiglia

La famiglia aveva chiesto ai giudici una serie di cose, come per esempio la sospensione «del provvedimento reso dal dirigente scolastico dell’istituto contenente i risultati di fine anno della classe quarta del liceo e, in particolare, il giudizio di non ammissione dell’alunna alla successiva classe quinta, datato 31 agosto 2023». 

Ma è stata anche chiesta la sospensione «del verbale del consiglio della classe recante i risultati dello scrutinio finale e in particolare la decisione di non ammissione dell’alunna alla classe quinta; delle verifiche di recupero di matematica e spagnolo svolte dall’alunna; delle determinazioni dell’istituto aventi ad oggetto il mancato avvio del corso di recupero di spagnolo per insufficienza di numero di iscritti; degli atti preordinati connessi e consequenziali che hanno condotto al giudizio negativo finale di agosto 2023, compreso il verbale di scrutinio; della pagella scolastica dell'alunna relativamente alla parte contenente le insufficienze riportate; dei registri personali dei docenti della classe del registro elettronico». 

Il risarcimento del danno

Oltre ad aver chiesto la sospensione di ogni altro atto inerente questa vicenda, la famiglia aveva anche chiesto di «ottenere il risarcimento del danno subìto dai ricorrenti per effetto degli illegittimi provvedimenti impugnati o, in caso di mancato accoglimento dell’istanza cautelare, per il risarcimento dei danni per equivalente, corrispondente ai costi sostenuti dai ricorrenti per l’iscrizione e la frequentazione dell’istituto paritario». 

La decisione del tribunale

Il collegio dei giudici del Tar di Venezia (composto dalla presidente Ida Raiola, Stefano Mielli e Francesco Avino) ha stabilito che «a una prima e sommaria delibazione propria della fase cautelare il ricorso non appare sorretto da sufficienti elementi di fondatezza - scrivono nel diniego - L’Istituto scolastico sembra aver adeguatamente replicato alle censure proposte documentando di aver prestato attenzione alle specifiche condizioni dell’alunna».

Karl Zilliken

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