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La scoperta

Spunta un lupo all’oasi di Casale. Il Wwf: «Un avvistamento raro»

di Laura Pilastro
L’animale è stato immortalato dalle fototrappole posizionate dai volontari tra il 9 e il 15 febbraio
Lo scatto Il lupo immortalato a febbraio da una delle fototrappole installate all’interno dell’oasi di Casale
Lo scatto Il lupo immortalato a febbraio da una delle fototrappole installate all’interno dell’oasi di Casale
Lo scatto Il lupo immortalato a febbraio da una delle fototrappole installate all’interno dell’oasi di Casale
Lo scatto Il lupo immortalato a febbraio da una delle fototrappole installate all’interno dell’oasi di Casale

Un avvistamento insolito, anche in un ambiente ricco dal punto di vista faunistico com’è l’oasi di Casale. Lì, dove verso la metà di febbraio le fototrappole con le quali i volontari di solito monitorano le popolazioni di tassi, volpi e faine hanno immortalato il passaggio di quello che ha tutte le sembianze di un lupo. Che non si è limitato ad attraversare il polmone verde di Vicenza est, ma lo ha frequentato per una settimana, come testimoniano i sistemi di rilevamento dell’oasi.

La scoperta

La scoperta è di qualche giorno fa, quando i soci della sezione Vicenza-Padova del Wwf, l’organizzazione che ha in gestione l’area, hanno visionato le immagini dei dispositivi. A raccontarlo è il presidente Walfrido Zafarana: «L’oasi degli stagni di Casale “Alberto Carta”, area naturale riconosciuta dalla Unione europea come zona speciale di conservazione e protezione, è un vero tesoro di biodiversità. Negli anni, abbiamo avuto conferme che tassi, volpi, faine, caprioli e scoiattoli avevano trovato rifugio al suo interno, protetti dal variegato mosaico di habitat. Qualcosa di nuovo, però, è comparso nei video delle fototrappole posizionate dal custode, il dottore forestale Giacomo Gasparini a inizio febbraio». E quel qualcosa di nuovo è «un esemplare di canis lupus», videoregistrato in diverse occasioni tra il 9 e il 15 febbraio. Un riconoscimento che sarebbe sostenuto dalle caratteristiche fenotipiche dell’ospite a quattro zampe, certificato anche dall’Osservatorio Lupo, il progetto nazionale del Wwf coordinato dallo zoologo Marco Antonelli.

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L'avvistamento

«Si tratta non solo della prima segnalazione all’interno dell’oasi Wwf - prosegue il numero uno dell’associazione -, ma anche di uno dei primissimi avvistamenti nel comune di Vicenza e una delle rare presenze documentate di questa specie protetta nella pianura veneta». Secondo quanto è stato possibile ricostruire dalle immagini, l’animale, un giovane maschio di due o tre anni, si è mosso sempre in orari notturni, con ogni probabilità alla ricerca di qualche preda. La sua permanenza è durata giorni «a conferma dell’alto valore naturalistico dell’area. L’esemplare evidentemente ha ritenuto che l’oasi fosse un posto tranquillo in cui nutrirsi», sottolinea Carmelo Motta, delegato regionale di Wwf Italia. Per Zafarana, l’avvistamento «ci ricorda come la natura possa manifestarsi con sorprendente vigore anche in territori antropizzati, se si decide di darle il giusto spazio. Questa presenza del lupo alle porte di una grande città ci dimostra che la convivenza è possibile».

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Gli esperti

Ritengono si tratti di un animale in dispersione, che si è allontanato dal branco alla ricerca di un nuovo territorio da occupare e di una compagna con cui fondare una nuova “famiglia”. La sua presenza alle latitudini urbane non sarebbe così inusuale. «Il lupo è, e resta, per sua natura un animale schivo ed elusivo - spiegano dall’ente di protezione ambientale -, al contempo però dotato di un comportamento sociale variegato e complesso. Non è così strano quindi, in questa fase storica, che individui in dispersione inizino a colonizzare aree della pianura padana. Il ritorno del lupo in contesti di pianura richiede dunque la diffusione di conoscenze su questa specie e l’adozione da parte di cittadini e allevatori di buone pratiche di comportamento, per evitare la nascita di conflitti».

Le indicazioni

«È importante da un lato gestire in modo corretto gli animali d’affezione come cani e gatti, dall’altro smaltire correttamente rifiuti organici e gli scarti alimentari, per evitare che i lupi e altri selvatici si avvicinino ai centri abitati o alle aziende agricole». A questo proposito Wwf Italia ha prodotto di recente una brochure dedicata al ritorno del lupo in aree antropizzate (legato anche all’aumento nelle stesse aree degli ungulati), con un vademecum sui corretti comportamenti da adottare in questi contesti. 

 

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