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Vicenza

Maschi violenti, solo il 4 per cento segue l’iter di recupero

A fronte di 101 provvedimenti della questura per maltrattamenti o stalking, Ares ha registrato solo 4 accessi volontari. Si va ai corsi soprattutto perché è prevista la sospensione della pena

Solamente una persona che riceve un ammonimento dal questore per maltrattamenti in famiglia o stalking su 25 affronta volontariamente un percorso di recupero. Nel 2021 la questura ha emesso 16 ammonimenti, 45 nel 2022 e 101 da gennaio a ottobre di quest’anno. A fronte di questi numeri, l’associazione Ares, che opera all’interno del protocollo Zeus siglato con la questura, ha avuto solo 3 accessi di cosiddetti “maltrattanti” nel 2021, 2 nel 2022 e 4 quest’anno.

In molti avviano il percorso per avere la sospensione della pena

Cifre che, invece, crescono per quanto riguarda gli ingressi di chi ha ricevuto una condanna: attualmente sono una quarantina le persone seguite dall’associazione. In questo caso la scelta di frequentare un corso è però fortemente influenzata dalla possibilità, prevista dalla legge, di ottenere la sospensione della pena condizionata all’ottenimento dell’idoneità che viene rilasciata se il percorso viene portato a termine positivamente.

«Per noi c’è una differenza sostanziale che è legata alla motivazione per la quale questi uomini accedono - sottolinea la dottoressa Lucrezia Navarra, responsabile della comunicazione di Ares -. Nel caso dei codici rossi si ha la sospensione condizionale della pena, per cui c’è un forte incoraggiamento a seguire il percorso. Nel caso dell’ammonimento la scelta è invece più libera; è più un’opportunità che si offre per lavorare su quello che è l’agito che questi uomini hanno commesso, che noi interpretiamo come precursore di azioni che possono essere più gravi. Il percorso di una persona che non ha procedimenti giudiziari e viene da noi perché ha sentito che la sua rabbia è incontrollabile, ha agito con violenza o si trova a disagio con alcune sue emozioni negative è gratuito. Invece, per i codici rossi è previsto dalla legge un pagamento. In entrambi i casi, facciamo una valutazione in ingresso per capire con quale persona abbiamo a che fare e in quale gruppo inserirla».

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Il fattore sociale determinante nei casi di stupro o pedofilia

Navarra spiega che, a quel punto, «si fanno incontri di circa un’ora e mezza e si procede così fino a quando vogliono, perché i volontari non hanno limiti di tempo. Per alcuni ravvisiamo che manca un supporto sociale e, quindi, proponiamo un gruppo di continuità. Il fattore sociale è un fattore di rischio per la violenza soprattutto nei casi di stupratori o pedofili».

I casi di recidiva sono al 20%

Purtroppo anche tra chi cerca di riabilitarsi si registrano casi di recidiva, stimati attorno al 20 per cento. «La violenza è multifattoriale, per cui ci sono vari fattori di rischio - spiega la dottoressa Navarra -. Per citarne alcuni: la vicinanza e il facile accesso alle armi oppure aver perso il lavoro. Su questi non possiamo intervenire direttamente». «Purtroppo abbiamo avuto casi di recidive sia letali che non e anche episodi di suicidi», aggiunge il dottor Umberto Battaglia, responsabile clinico dell’associazione Ares. Il caso più drammatico è stato quello di Zlatan Vasiljevic, che nel 2022 uccise l’ex moglie e la nuova fidanzata. Anche l’assassino aveva intrapreso un percorso di recupero.

Il caso di Vasiljevic, assistito via web per la pandemia

«In realtà con Vasiljevic c’è stato il problema che grossa parte del percorso è stata fatta in forma telematica a causa della pandemia - puntualizza il medico -. Aveva fatto un buon percorso, che poi ha deciso di interrompere anche se eravamo contrari. È successo a maggio 2020, aveva trovato lavoro e si era disintossicato dall’alcol, come aveva confermato il Serd. Dobbiamo però tenere conto che una valutazione del rischio critico ha una validità di tre settimane, massimo un mese; non si riesce a dare delle stime superiori a livello scientifico. Dopo due anni, Vasiljevic si è ritrovato disoccupato e ha ricominciato a utilizzare l’alcol in maniera importante. Questi fattori hanno fatto aumentare molto la pericolosità sociale e il rischio di recidiva. E così è stato, purtroppo». 

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Valentino Gonzato

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