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VICENZA

Cambia vita e riapre il bar a Monte Berico. «Qui da bimba, sarà luogo di ascolto»

Manuela Cherobin ha lasciato il lavoro da impiegata per ridare vita alla storica caffetteria abbandonata da due anni
Manuela Cherobin ha lasciato il posto fisso per aprire il bar a Monte Berico
Manuela Cherobin ha lasciato il posto fisso per aprire il bar a Monte Berico
Manuela Cherobin ha lasciato il posto fisso per aprire il bar a Monte Berico
Manuela Cherobin ha lasciato il posto fisso per aprire il bar a Monte Berico

Dietro il bancone si muove con disinvoltura, come si trovasse nella sua dimensione naturale. In realtà, per Manuela Cherobin è appena iniziata un’avventura tutta da esplorare, che l’ha portata a lasciare il posto fisso in un’azienda vicentina dove lavorava come impiegata e organizzatrice di eventi, per indossare le inedite vesti dell’imprenditrice.

La nuova barista arriva da Marola

È alla 58enne, originaria di Marola, che si deve la riapertura della storica caffetteria e cioccolateria di Monte Berico, il locale accanto alla penitenzieria che, dopo due anni di silenzio, da oggi rialza le serrande. «Ma l’obiettivo non è solo quello di vendere brioches e cappuccino - chiarisce la donna -. Vorrei che questo posto diventasse un punto di incontro, dove fare buone amicizie, perché le buone amicizie possono salvare la vita». Un approccio che mette al centro le persone e che ha ispirato molte delle scelte di Cherobin, impegnata da anni nel volontariato.

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È mamma adottiva di 4 giovani bielorussi

Mamma adottiva di quattro giovani bielorussi di età compresa tra i 19 ai 22 anni, ai quali ha dato il proprio cognome dopo averli ospitati per 14 anni nelle stagioni estive e invernali, la neobarista è un volto noto tra i suoi concittadini: «Gli insegnamenti dei miei genitori, Irene e Dino, mi hanno forgiata a vedere le opportunità nelle difficoltà. Preferisco occuparmi delle cose, più che preoccuparmene».

L'iniziativa imprenditoriale

Principi trasferiti anche nella nuova iniziativa imprenditoriale ai civici 81 e 83 di viale Dieci Giugno, partita quasi per caso. «Sono credente e quasi tutte le mattina partecipo alla messa delle 7 al santuario di Monte Berico. Mi è dispiaciuto sapere della chiusura della caffetteria, che frequentavo da bambina. Quel posto che custodiva tanti ricordi e al quale ero affezionata era diventato un angolo buio, cui ho subito pensato di ridare vita. Così, la scorsa primavera ho deciso di “bussare” alla porta dei Servi di Maria». Il locale, infatti, fa capo ai frati di Monte Berico, che da tempo erano alla ricerca di un nuovo gestore, dopo l’addio del precedente, fiaccato dalla crisi innescata dalla pandemia.

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C'è chi ha creduto nel suo progetto

«Ho proposto la mia idea e da lì - prosegue Cherobin -, anche con il prezioso aiuto di un sostenitore che ha creduto nel mio progetto, ho realizzato il sogno di riaprire la caffetteria». Ieri il taglio del nastro e l’inaugurazione su invito con benedizione del priore padre Carlo Rossato, oggi il via ufficiale con l’apertura al pubblico. «Ho sempre creduto nel valore dell’accoglienza e del sostegno reciproco - prosegue Cherobin - ecco perché mi piacerebbe che il locale diventasse un punto di aggregazione, un posto dove scambiare idee e progetti che possano far crescere la comunità».

Intanto, le vetrine sono pronte a riaccendersi

«Il bar sarà un presidio importante, che rivitalizzerà questo luogo della città», ha fatto notare l’assessora allo sviluppo economico Cristina Balbi che in fascia tricolore e in compagnia del sindaco di Torri di Quartesolo Diego Marchioro, venuto a salutare la concittadina, ha partecipato al taglio del nastro. 

Al gestore spetteranno anche l’apertura, la chiusura e la pulizia dei servizi igienici pubblici sotto la penitenzieria, ricevendo il testimone da Delvy Monte Berico srl, società che ha in gestione il ristorante “Ai sette santi”, in accordo con il Comune che sovrintende al funzionamento dei bagni. 

Laura Pilastro

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