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Vicenza

Liceo economico-sociale addio. Ora c'è il Made in Italy ed è protesta

di Anna Madron
Oggi al Quadri e al Fogazzaro un flashmob degli insegnanti, contrari alla cancellazione dell'indirizzo scolastico
Il flashmob
Il flashmob
Flashmob agli istituti Quadri e Fogazzaro, Vicenza (G. Armeni)

Addio Les. La cancellazione del liceo economico-sociale sta alimentando polemiche a non finire. Tanto che oggi, 9 giugno, al Quadri e al Fogazzaro, le due scuole che hanno tenuto a battesimo l'indirizzo dove si studiano la sociologia e la metodologia della ricerca, si terrà un flashmob degli insegnanti per protestare contro il disegno di legge che dal 2024 vedrà il Les rimpiazzato con il liceo del Made in Italy, chiodo fisso del governo Meloni che fin da suo insediamento ha manifestato l'intenzione di incentivare il sistema imprenditoriale italiano attraverso l'ennesimo indirizzo scolastico.

Peccato che la nascita del Made in Italy comporti la morte dei Les, appunto i licei economici sociali istituti nel 2010 dall'allora ministro Gelmini come opzione del liceo delle scienze umane, in città attivati sia al Fogazzaro che al Quadri dove negli anni le iscrizioni si sono moltiplicate tanto che nell'istituto di contrà Burci a settembre 2023, fa sapere la vicepreside Francesca Baron Toaldo, le prime saranno cinque.

Boom di iscritti ai licei economico-sociale vicentini

Boom di iscritti anche al Quadri che conta tre corsi interi per un totale di 13 classi di Les su 63. Un successo di numeri che rischia di essere vanificato dall'avvio del nuovo indirizzo "sovranista" che nel piano di studi infila materie come "economia e gestione delle imprese italiane" e "modelli di business nelle industrie dei settori della moda, dell'arte e dell'alimentare", cancellando invece dal quinquennio le scienze umane "("motore del Les") e dal triennio diritto ed economia. Con conseguenze pesanti sulle cattedre che salteranno e i docenti delle discipline in questione che dovranno trasferirsi in un altro istituto o conseguire abilitazioni alternative.

Critiche al governo, proteste e flashmob 

«C'è molta preoccupazione non solo tra noi insegnanti, ma anche tra gli studenti e le famiglie perché cancellare il Les significa buttare alle ortiche il lavoro di tredici anni durante i quali l'indirizzo è cresciuto e ha acquisito una fisionomia forte che non ha niente a che vedere con il liceo del Made in Italy che altro non è che un tecnico mascherato da liceo dove si impara, ad esempio, come organizzare un'azienda che lavora in ambito turistico o gastronomico», osserva Marina Ida Adami, docente di scienze umane al Quadri dove stamattina durante l'intervallo si svolgerà il flashmob dei docenti firmatari di un appello per salvare i Les che a partire dall'anno scolastico 2024/25, se non interverranno modifiche significative al ddl, non esisteranno più.

Il documento sottoscritto da un'ottantina di docenti

«L'identità dell'economico-sociale diverge radicalmente da quella del liceo del Made in Italy. Il Les è l'unico liceo che prevede lo studio liceale quinquennale delle Scienze giuridiche ed economiche utile per sviluppare competenze disciplinari specifiche, saper padroneggiare le principali teorie economiche e giuridiche e favorire uno sguardo profondo sul mondo economico, aperto anche alle sue ricadute etiche e sociali» recita il documento sottoscritto da un'ottantina di docenti.

Il Les diventa il liceo del Made in Italy

C'è poi il timore del disorientamento che il nuovo percorso potrebbe causare nei ragazzi e nelle famiglie in fase di iscrizioni. «Abbiamo già istituti tecnici e professionali dove si studiano materie come l'economia aziendale, la finanza, il marketing - riprende Adami - non sarà facile per gli studenti scegliere e non credo nemmeno che scatterà l'automatismo, che chi cioè era intenzionato a frequentare il Les scelga ad occhi chiusi il liceo del Made in Italy».

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