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Vicenza

L’abbraccio silenzioso a Mario, «Amava le moto, ma era prudente»

di Giulia Armeni
Nella chiesa dei Servi la veglia di preghiera per il centauro 21enne morto in un incidente giovedì in viale Trento

Preghiere e silenzio. Lacrime e ricordi. Tanti, ma sempre troppo pochi. Tutti, però, preziosi. Affiorano nei sussurri che i familiari e gli amici di Mario Scarpari - il centauro 21 enne morto giovedì scorso in un terribile incidente in viale Trento - si scambiano tra i banchi della chiesa dei Servi. Il rosario che precede il funerale, in programma nei prossimi giorni nel tempio di San Lorenzo, è il primo momento in cui gli affetti di Mario - era figlio unico - si incontrano assieme. Già prima delle 18.30, i banchi si riempiono, restano solo alcuni posti in piedi.

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Amici e conoscenti in chiesa per Mario

«Conosciamo la famiglia, siamo qui per loro, che disgrazia» si limitano a dire due anziane signore. C’è poca voglia di parlare, soprattutto tra i coetanei di Mario. «Abbiamo fatto le elementari assieme, ci sentivamo spesso - racconta un amico d’infanzia - non so davvero cosa possa essere successo quella sera, io l’ho saputo il giorno dopo».
Non è trascorsa nemmeno una settimana dallo schianto che ha messo fine ai sogni del ragazzo, che da qualche tempo studiava nel polo accademico di H-Farm, dopo aver conseguito la maturità al liceo Quadri.

La tragedia giovedì 9 maggio

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La tragedia, la sera di giovedì 9 maggio, a pochi passi dagli accampamenti alpini all’ex scuola Baronio, mentre si preparava la grande festa dell’adunata. Mario arrivava dal centro storico sulla sua Aprilia quando si è scontrato violentemente con la Fiat Panda condotta da una vicentina di 65 anni, residente a Creazzo, che si trovava in auto con il figlio. Al momento dell’impatto pare che la donna, che viaggiava in senso opposto, stesse effettuando una svolta in via Col D’Echele.

Aperta un'inchiesta per omicidio stradale

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per omicidio stradale e l’automobilista è stata iscritta sul registro degli indagati dal pm Alessia Grenna. Questa la nuda cronaca. «Se correva in moto? Non mi risulta, era molto attento, non certo uno spericolato - assicura l’amico - sicuramente aveva una grande passione per i motori, ma come per i videogiochi, era comunque un ragazzo riservato, gli piaceva uscire ma era tranquillo».

Mario, una grande passione per la moto

Una passione, quella per la motocicletta, confermata anche da una vicina di casa: «Lo vedevo spesso mentre sistemava la moto, si capiva che ci teneva parecchio - il ricordo fuori dalla chiesa - abitavamo vicini fin da quando era adolescente, l’ho visto crescere e devo dire che fatico ancora a realizzare ciò che è successo». 
Ci sono voluti giorni perché, chi conosceva e frequentava la famiglia Scarpari, si convincesse che davvero, all’improvviso, Mario non c’era più. In un dolore sempre composto, sempre raccolto, la mamma Alessandra e il papà Tommaso - medico lei, architetto lui - hanno trovato la forza persino di rispondere a chi chiedeva se la notizia diffusasi quel giovedì fosse vera. 
«Una famiglia molto unita, riservata e rispettabilissima», concorda chi esce dalla veglia. Proprio per rispettare la scelta di riservatezza, in tanti preferiscono non commentare: «Non è il momento, aspettiamo i funerali».

La data del funerale non è ancora fissata

La data, come detto, non è ancora stata resa nota: solo il luogo, la chiesa di San Lorenzo. In quella dei Servi, nel lunedì sera irreale, è ancora il tempo del cordoglio intimo. “Non è la morte che verrà a cercarmi, ma è il buon Dio. Io non muoio, entro nella vita”. Il parroco legge le parole di Santa Teresa di Lisieux, dando il via alla preghiera. Non prima, però, di aver acceso un cero pasquale: «È stato acceso nel giorno del battesimo di Mario, lo accendiamo, ancora una volta, per questo ricordo».

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