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Vicenza

I vicentini non fanno più figli. Le nascite sono in calo del 5%

Le statistiche. Secondo l'analisi dell'Istat la speranza di vita cresce rispetto all'anno scorso. I decessi diminuiscono del 9,3%

I vicentini non fanno più figli e l'età media delle donne che partoriscono il primo neonato è sempre più alta. Le motivazioni, come ormai noto, sono molteplici a partire dalla ricerca della stabilità economica. L'Istat, però, nella sua analisi si concentra solo sui numeri. E guardando quelli, l'Istituto di statistica mostra come tra il 2022 e il 2023 la flessione dei nuovi nati corrisponda a un meno 4,8 per cento in provincia.

Le nascite sono in calo

Si è passati dai 5.935 bebè dei dodici mesi del 2022 ai 5.700 dello scorso anno. E se si amplia lo spettro dell'analisi su un ventennio, si nota che i nuovi nati del 2004 erano stati 9.231 e il calo si attesta sul 40 per cento circa. Importante anche il calo nel numero di figli per donna: solo nel 2021 si parlava di 1,38 bimbe e bimbi per ogni madre. L'anno scorso, il conto si è chiuso a 1,27.

L'età media delle vicentine che partoriscono è di 32,6 anni

Cresce anche l'età media delle mamme vicentine che partoriscono il primo figlio. Arrivano in sala parto mediamente a 32,6 anni. Che è comunque un decimo in meno della media regionale.Per quanto riguarda la totalità della popolazione residente nella provincia berica, si arriva a 854.600 persone di cui 81.900 stranieri. Questo dato mostra quindi una percentuale di popolazione straniera che non raggiunge il 10 per cento e che, comunque, c'è una variazione positiva rispetto al 2022 del 2,1 per mille.

I vicentini sono i più "giovani" del Veneto

L'età media dei vicentini è di 46,2 anni. Anche in questo caso, è una provincia più giovane della media veneta, che arriva a 46,9 anni. Quasi un vicentino su quattro (23,4 per cento) ha più di 65 anni, mentre osservando le stesse divisioni percentuali per grandi classi di età, solo il 12,4 per cento rientra in quella compresa tra gli zero e i 14 anni. La maggioranza (64,2 per cento) ovviamente rientra nella grande classe di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Dall'analisi demografica dell'Istituto di statistica sembra definitivamente alle spalle l'ombra dei decessi causati dal Covid che ha gravato pesantemente sugli anni precedenti.

Cresce la speranza di vita, il Covid è alle spalle

Questo è evidente osservando che nel Vicentino cresce la speranza di vita alla nascita, sia per gli uomini, sia per le donne. Per i primi, con un aumento dello 0,7 per cento, si arriva a 82,2 anni mentre per le donne, che restano sempre più longeve, l'aumento è dello 0,6 per cento con un'aspettativa di vita che si attesta sugli 86,5 anni. La definitiva parola "fine" sull'onda lunga del Covid si nota anche dalla triste "contabilità" dei decessi: lo scorso anno sono stati in tutto circa 8.400 che, sempre secondo il rapporto Istat, corrisponde a una diminuzione del 9,3 per cento.

Il tasso di natalità è al 6,6%

L'analisi della popolazione proposta dall'Istituto nazionale di statistica, quindi, mostra che sì, è vero, la popolazione della provincia di Vicenza è cresciuta ma che non lo ha fatto grazie al "saldo naturale" che pende sempre a favore dei decessi rispetto alle nascite. Il tasso di natalità è al 6,6 mentre quello di mortalità è del 9,8, con un conseguente tasso di crescita naturale che è quindi negativo per 3,2 punti. In ogni caso, sono tutti tassi migliori di quelli regionali: quello di natalità veneto è di 6,3 punti mentre quello di mortalità è di 10,5 punti. Ma, quindi, quali valori restituiscono una positività complessiva dei dati? Quelli riferiti al tasso migratorio. C'è quello interno, con italiani che si spostano da altre parti della regione o d'Italia verso la provincia di Vicenza (tasso all'1,6), ma c'è anche quello estero, che misura i trasferimenti in provincia da altre aree del Mondo. In questo caso, il tasso è positivo per 3,6 punti. La somma totale è quindi di 5,3 punti. Anche in questo caso, i tassi regionali sono peggiori di quelli berici.

Karl Zilliken

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