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Vicenza

Codice rosso, 95 casi in tre mesi. In questura apre l'aula protetta

I poliziotti raccolgono più di una segnalazione al giorno. Dal primo di gennaio emessi già 39 ammonimenti

Sono i numeri a descrivere un fenomeno in crescita. «Dal primo gennaio a ieri sono ben 95 i Codici rossi che vengono trattati dalla divisione anticrimine, dalla squadra mobile e dall'ufficio di prevenzione generale», sottolinea il questore Dario Sallustio. Che nello stesso arco temporale ha emesso 39 ammonimenti sia per stalking che per maltrattamenti in famiglia».

Un'aula per le audizioni protette

Ecco perché era importante che la questura si dotasse di un ulteriore strumento per aiutare le donne vittime di violenza: l'aula per le audizioni protette di chi trova finalmente il coraggio per chiedere aiuto. Alla scopertura della targa e al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il prefetto Salvatore Caccamo, il sindaco Giacomo Possamai, l'assessore ai servizi sociali Matteo Tosetto, il pubblico ministero Maria Elena Pinna che fa parte del pool della procura che si occupa dei reati di genere, vari dirigenti della questura e rappresentanti dell'associazione "Donna chiama donna", della cooperativa "Come un incantesimo" e del club di Vicenza di Soroptimist International Italia. «Questa stanza è una delle risposte che cerchiamo di dare a questo fenomeno odioso della violenza di genere, in particolare della violenza sulle donne - ha aggiunto il questore -. Ed è il tentativo di evitare processi di vittimizzazione secondaria, cioè evitare che le donne abbiano problemi a denunciare fatti di violenza».

Un ambiente protetto diviso in due zone

L'ambiente protetto, allestito al quarto piano della questura di viale Mazzini, è stato suddiviso in due zone. «Una è dedicata alle audizioni protette e si chiama "Una stanza per la tua voce"; l'altra è invece riservata ai bambini (con giocattoli, un tavolo per disegnare e libri da leggere, ndr) perché spesso le donne che arrivano a denunciare questi fatti vengono con i propri figli, spesso piccoli; quindi abbiamo cercato di creare un ambiente, in quella che è una struttura protetta come la questura, che sia il più possibile familiare, confortevole, adatto a essere sempre meno traumatico per chi trova il coraggio di denunciare», sottolinea Sallustio.

La stanza di ascolto sarà gestita da operatori specializzati

La stanza-ascolto verrà gestita da operatori specializzati della divisione della polizia anticrimine, della squadra mobile e dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, formati appositamente per mettere il più possibile a loro agio le vittime. Tra gli obiettivi che la questura vuole raggiungere grazie alla "Stanza per la tua voce" c'è anche quello di ottimizzare gli strumenti a disposizione per combattere la violenza di genere. In primis, l'ammonimento del questore.

Le donne denunciano di più

Anche in questo caso il dato è in crescita, «ma non va visto come un segnale negativo, anzi. Va visto come una maggiore consapevolezza da parte delle donne nelle possibilità che la legge e le istituzioni danno per arginare questo fenomeno», puntualizza il questore. Che prosegue: «Comprendo che anche per arrivare a una richiesta di ammonimento ci vuole coraggio, ma noi creiamo le condizioni affinché questo coraggio si riesca a trovarlo. L'ammonimento è uno strumento snello, agile, che dà la possibilità anche senza un difensore, un avvocato, di poter segnalare alla questura un determinato fatto che possa in qualche modo creare una turbativa psicologica ai danni della donna. E, quindi, la risposta della questura, del questore, è quella di un avviso ufficiale, un ammonimento appunto, che viene fatto al soggetto maltrattante perché determinati comportamenti non si ripetano. Ovviamente, questo ha anche un valore formale perché, nel caso di violazione, è chiaro che si passa a fasi successive e più pesanti», conclude Sallustio.

Valentino Gonzato

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