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IL LUTTO

Addio a Carlo Dolcetta. «Ha segnato Vicenza»

L’imprenditore già presidente di Confindustria e della Fiera si è spento a 96 anni a Ostuni, dove viveva da diversi anni
Carlo Dolcetta si è spento a 96 anni
Carlo Dolcetta si è spento a 96 anni
Carlo Dolcetta si è spento a 96 anni
Carlo Dolcetta si è spento a 96 anni

L’imprenditore Carlo Dolcetta, già presidente di Confindustria Vicenza e presidente dell’Ente Fiera, si è spento lunedì a 96 anni, nella sua casa di Ostuni. Per molti anni vicepresidente del gruppo cui faceva capo la Ceccato autolavaggi di Montecchio Maggiore, è stato anche presidente di Salvagnini Italia di Sarego, e ha ricoperto numerose cariche associative nazionali e locali, in particolare è stato presidente dell’Associazione Industriali di Vicenza e della Fiera nei primi anni ‘90. Nato a Milano in una famiglia agiata di origini venete, non aveva comunque avuto una vita facile. Presto orfano di padre, a 15 anni si arruolò come partigiano combattente; catturato e torturato dai fascisti scampò alla fucilazione grazie alla liberazione degli alleati. In seguito gli fu anche proposto un incarico pubblico che però rifiutò con la motivazione che aveva semplicemente “fatto il suo dovere”.

Legato alla Ceccato

«Tra i tanti insegnamenti che ci ha lasciato – ricorda Riccardo, uno dei due figli - il suo spirito di servizio lontano da logiche di potere e la sua forza di volontà sono stati, insieme alla bontà, i suoi tratti distintivi». Il nome di Carlo Dolcetta imprenditore è stato legato per 50 anni alla Ceccato dove la famiglia era socia di minoranza fino a quando, nel 2008, ne acquisì il controllo per tentare, in accordo con le banche, di salvare l’azienda; un’operazione purtroppo complicatasi con la crisi globale del 2010. Fu il suo ultimo atto da imprenditore prima di ritirarsi con la moglie Emma in una casa tra gli ulivi ad Ostuni. 

L’impegno associativo

Ma Carlo Dolcetta, oltre che un imprenditore, è stato un uomo molto impegnato a livello associativo. È stato tra i probiviri di Confindustria nazionale, vicepresidente di Federmeccanica dal 1984 al 1990 e, fin dal 1980, a lungo consigliere di amministrazione della Banca d’Italia a Vicenza. Dal 1987 al 1990 è stato vicepresidente dell’Associazione Industriali di Vicenza e poi, da presidente, tra il 1990 e il 1991 ha proseguito l’attività del predecessore Franco Gemmo puntando sull’export, la formazione, l’università, le infrastrutture e l’ambiente. Nel 1993 Danilo Longhi lo sostenne come suo successore alla presidenza della Fiera dove si impegnò in particolare nell’internazionalizzazione. Una sorta di “incarico ponte” di qualche anno ma, anche se gli fu proposto di proseguire il mandato, preferì lasciare l’incarico in serenità a Giovanni Lasagna. 

Il ricordo

L’allora segretario generale Andrea Turcato lo ricorda come una persona di una gentilezza e un garbo d’altri tempi, conosciuto e apprezzato a livello internazionale, a suo agio in qualsiasi situazione, come in quella famosa cena, a margine di una mostra di gioielli a Boston, accanto a Ted Kennedy.

Un “signore” d’altri tempi. La sua bontà e la forza d'animo manifestata anche dopo i gravi problemi di salute che lo avevano colpito sono invece i tratti con cui hanno voluto ricordarlo la moglie Emma, i figli Federico e Riccardo, le loro famiglie che con i parenti e gli amici si ritroveranno domani, alle 10.30, per un ultimo saluto al duomo di Castelfranco, città dove si trova la tomba di famiglia.

Cinzia Zuccon

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