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Vicenza

Acquista l’ex cabina per farci una casa: «Ma ci rinuncio, ci sono troppi sbandati»

Lo stabile di via Maganza ancora occupato. Il proprietario stava ultimando la bonifica voluta dal Comune

Voleva ristrutturarla per farne la casa dei sogni. Ora è costretto a murare le finestre per evitare che gli sbandati la occupino di nuovo. È il proprietario dell’ex cabina Enel di via Maganza, un vicentino di cui pubblichiamo solo le iniziali (E.R.) su sua richiesta: ha paura di ritorsioni. Già, perché da abitazione dei sogni (visto che questo era l’obiettivo - poi sfumato - che stava dietro l’acquisto della cabina) quello stabile finito spesso al centro della cronaca per le continue occupazioni abusive rischia di diventare un incubo. Soprattutto dopo gli ultimi episodi. Il Comune, nei mesi scorsi, gli ha imposto di bonificare l’area altrimenti sarebbe scattata una multa salata. Lui, che per anni non si è esattamente occupato di quello stabile sulle rive del Retrone, quindi, si è rimboccato le maniche ma non è bastato.

Una settimana di lavoro incessante, ma non basta per bonificare

«È da oltre una settimana che lavoro dalla mattina fino al tramonto - racconta - Ho raccolto i rifiuti che sono stati lasciati da tutti gli occupanti abusivi. Ho installato un portone d’acciaio con pesanti lucchetti anti-intrusione. Nonostante questo, l’altra mattina mi sono accorto che nuovi abusivi avevano scardinato le inferriate su un lato dell’edificio e sono entrati. Si sono fatti i loro giacigli e mi hanno anche aperto i sacchetti neri di immondizia che avevo fatto in attesa del camion che li portasse via e che dovrà arrivare tra qualche giorno. Per il momento, ho speso più di 1.000 euro per questo lavoro, considerato che l’ho fatto quasi tutto con le mie mani, tagliando gli arbusti e ripulendo la zona, oltre a cercare di mettere in sicurezza l’area. Ma se continuano ad entrare ed occupare la cabina non posso farci niente, anche perché nessuno mi aiuta».

Contattate le forze dell'ordine dopo l'ennesima occupazione

Subito dopo l’occupazione, il proprietario ha cercato di contattare le forze dell’ordine che non hanno potuto fare altro se non rispondere che la situazione dell’area è ben nota e invitare a sporgere denuncia. «Adesso ho paura - ha rivelato - Cosa succederebbe se i criminali senzatetto che continuano a occupare la cabina mi trovassero qui mentre sto lavorando da solo? Non posso stare a controllare tutta la notte. Ho paura per la mia incolumità».

Il proprietario ha rischiato una multa perchè potava gli alberi

Sull’argine del Retrone è intervenuta una pattuglia dei carabinieri forestali, perché oltre al danno rischiava di esserci la beffa. I militari avevano scorto l’uomo intento a potare gli alberi e si erano annotati la situazione. Il giorno dopo, sono transitati per un ulteriore controllo e hanno visto nuovamente il vicentino che stava lavorando, quindi sono arrivati con l’intenzione di multarlo perché non avrebbe potuto potare gli arbusti. «Per fortuna ho spiegato loro che si tratta della mia proprietà e sono stati molto comprensivi». 
I militari dell’Arma hanno raccolto la segnalazione del proprietario della cabina e lo hanno invitato a sporgere denuncia, dandogli qualche consiglio. «Ora sarò costretto a murare anche le finestre per evitare nuove occupazioni. Il Comune mi ha concesso più tempo per ripulire la zona; spero di non subire nuove occupazioni».

Karl Zilliken

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