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Il caso

A Valdagno non pulire la pipì del cane può costare fino a 500 euro di multa

Lo prevede un’ordinanza (dopo le proteste dei cittadini) che obbliga a portare con sé una bottiglietta. Il sindaco: «Una misura di buon senso per un’equilibrata convivenza»

Giro di vite per i comportamenti dei cittadini possessori di cani che se ne infischiano delle più elementari regole di pulizia e decoro: da lunedì, tutti con una bottiglietta d’acqua al seguito per ripulire dove il proprio animale farà i suoi bisogni.
«Si tratta di una risposta alle tante e continue segnalazioni che ci arrivano dai cittadini, oltre che una richiesta di un piccolo gesto che ci permetterà di garantire un maggior decoro urbano e una maggiore igiene del suolo pubblico nella nostra città. Con questa semplice attenzione possiamo tutti contribuire ad avere strade e piazze più belle e pulite». Così il sindaco Giancarlo Acerbi spiega le motivazioni dell’ordinanza che obbliga proprietari e detentori di cani alla diluizione delle deiezioni liquide dei loro animali. 

Dal 15 maggio obbligatorio avere una bottiglia di acqua al seguito durante la passeggiata

Di fatto, a partire dal 15 maggio, chi porta a passeggio un cane nelle aree e strade pubbliche o aperte all’uso pubblico dovrà munirsi di un contenitore con acqua, in quantità sufficiente, e provvedere alla immediata diluizione e ripulitura delle eventuali deiezioni liquide sulle aree urbane pavimentate, pubbliche o ad uso pubblico, e relativi manufatti. Il contenitore dovrà essere esibito, su richiesta, ai soggetti incaricati al controllo dell’osservanza dell’ordinanza. La violazione comporterà una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a un massimo di 500 euro. Il provvedimento non trova applicazione nei confronti degli animali da guida per i non vedenti, i cani delle forze armate, di polizia, di protezione civile e dei vigili del fuoco nell’esercizio dell'attività istituzionale. Ovviamente rimane l’obbligo di raccogliere le feci tramite appositi sacchetti per non incappare nelle multe di uguale entità e soprattutto per tenere pulita la città. 

Uno dei motivi sono i cattivi odori

Con l’ordinanza l’amministrazione comunale “intende perseguire il raggiungimento di un equilibrato rapporto di convivenza uomo-animale, con la finalità di combattere il degrado nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. In particolare strade, marciapiedi, piste ciclabili, piazze, parcheggi, parchi ed aree verdi dove la presenza di deiezioni di cani rappresenta un rischio per la salute della cittadinanza e in particolare dei bambini, anziani e non vedenti”. Sempre l’ordinanza evidenzia infatti come le deiezioni canine “oltre a pregiudicare il pubblico decoro e a deturpare muri, angoli degli stabili e marciapiedi, rilasciano sgradevoli odori persistenti per le strade in particolar modo nei periodi estivi e di scarse precipitazioni e possono anche essere causa di potenziali pericoli di natura igienico sanitaria”. 

Il provvedimento dopo le continue lamentele dei cittadini

«Si tratta prima di tutto di una misura di buon senso e di responsabilità - aggiunge Acerbi -. Riceviamo in continuazione lamentele da parte di cittadini in merito ai disagi derivati dalle deiezioni liquide dei cani a ridosso di edifici e lungo strade, marciapiedi o nei vialetti dei parchi. Per questo chiediamo un piccolo gesto di attenzione ai padroni dei cani, in modo da rispettare la città e tutte le persone che la vivono. L’ordinanza nasce quindi come strumento di prevenzione, con la speranza che anche questa diventi presto una normale abitudine».

Luigi Cristina

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