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Cornedo

Colpito da un batterio fulminante, muore papà di 32 anni

di Aristide Cariolato
Maicol Mattiello, originario di Cornedo, abitava ora a Costo di Arzignano. Lascia nel dolore i famigliari e un figlio di 6 anni

Stroncato da un batterio in pochissimi giorni. Tre paesi in lutto per la morte repentina di Maicol Mattiello: Cornedo, di dove era originario l’operaio di 32 anni e dove abita la mamma Lorella, Piana, frazione di Valdagno, dove vive il padre Raoul, e Costo di Arzignano, dove la vittima si era trasferita da qualche tempo. All’origine della prematura scomparsa del giovane ci sarebbe un’infezione, causata da un batterio fulminante, che in tre settimane gli ha tolto la vita a soli 32 anni.

Due settimane di ricovero

Mattiello attualmente abitava al Costo, frazione di Arzignano, ed era occupato in una fabbrica conciaria, ma aveva lasciato il posto da poco, probabilmente a seguito dello stato di salute. Niente però lasciava prevedere il tragico epilogo.
Dopo i primi malesseri, Mattiello era stato ricoverato all’ospedale di Arzignano, dove le sue condizioni sono peggiorate fino al trasferimento nel reparto di rianimazione. Le insistenti cure dei medici non sono riuscite a strapparlo alla morte e dopo due settimane dal ricovero è deceduto, lasciando nella disperazione i famigliari e i tanti amici, oltre ad un figlio di soli 6 anni, che il quale stravedeva e che era una delle sue principali ragioni di vita.

Il dolore dei familiari

«Era un bravo ragazzo, disponibile, sapeva arrangiarsi e, quando gli chiedevi un favore, era pronto a venirti incontro - dice con la voce rotta dal dolore la mamma Lorella De Facci, che non sa darsi pace per la prematura scomparsa del figlio -. Siamo sconvolti, non avremmo mai immaginato che l’infezione che lo aveva colpito fosse così grave». I famigliari hanno cercato risposte dai medici, ma dopo aver sperato che si riprendesse hanno compreso che la situazione era diventata disperata.
Maicol, oltre ai genitori e al figlio, lascia i fratelli Steven e Giosuè.

Chi era Maicol Mattiello

Grande appassionato di montagna, il giovane viene descritto come una persona riservata, ma gioviale, capace di interagire con tutti e di far sentire a proprio agio le persone che lo circondavano. Anche sul lavoro i colleghi gli volevano bene perché non si tirava mai indietro ed era sempre pronto a dare una mano. «Aveva una grande manualità, sapeva fare di tutto. Pur avendo un carattere aperto, parlava poco di sé e difficilmente chiedeva aiuto».


L’ultimo saluto da parte dei parenti, degli amici e conoscenti si svolgerà domani (lunedì 13 maggio) alle 15.30 nel duomo di San Clemente a Valdagno, dove oggi alle 17 verrà recitato il Rosario per ricordare Mattiello.

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