<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Il caso

Polizia locale, Schio ora punta su Scarpellini

Il Consorzio Alto Vicentino prevede l'assunzione di un dirigente dopo le dimissioni del comandante dell'ente thienese

Mentre il Consorzio thienese di polizia locale è alle prese con il processo della Corte dei conti e le dimissioni del suo comandante, quello di Schio ha già preparato il terreno per una più che probabile futura collaborazione con Giovanni Scarpellini. Tre settimane fa, infatti, il cda del Consorzio di polizia locale Alto Vicentino ha approvato il piano triennale dei fabbisogni di personale 2024/2026, stabilendo per l'anno prossimo l'assunzione proprio di un dirigente con incarico di comandante/direttore dell'ente. A fine anno infatti cesserà la convenzione con Thiene per la condivisione del comandante Scarpellini, un accordo iniziato nel 2014 ma che ora Schio non ha intenzione di prorogare dato che a partire dal 2024 ha previsto l'inserimento diretto nella struttura del Consorzio Alto Vicentino di un dirigente comandante. Un'assunzione che avverrà a seguito di un concorso pubblico, al quale, se vorrà, potrà partecipare Giovanni Scarpellini.

Nel frattempo, si attende la sentenza della Corte dei conti che lo scorso maggio, dopo aver ricevuto un esposto anonimo, ha avviato degli accertamenti al Consorzio Nevi. A finire sotto indagine il contratto con cui il Consorzio di polizia locale Nevi ha assunto il comandante Scarpellini a partire dal 2006. Il controllo ha portato la Corte a stabilire che "più corretto sarebbe stato configurare il posto di comandante/direttore del Consorzio Nevi quale dirigenziale, con l'attribuzione del relativo trattamento economico".

La questione è piuttosto ingarbugliata ma quello che appare certo al momento è che Scarpellini, dopo che è scoppiato il caso, è stato pagato decisamente meno di quello che avrebbe dovuto percepire calcolando il suo incarico di responsabilità. Avrebbe infatti percepito 7 euro netti all'ora da comandante di un maxi Consorzio di polizia locale. Un problema che lo stesso Scarpellini aveva segnalato anche al sindaco e presidente del Consorzio Michelusi ancora in maggio.

Perché, dunque, non è stato adottato un provvedimento per sanare la posizione? Non si è ritenuto che un malcontento tale, da parte del comandante, avrebbe potuto portare alle sue dimissioni? La risposta è stata che si preferiva attendere la sentenza della Corte dei conti per prudenza, giustificazione più che legittima. Ma è anche vero che in una delibera dell'11 novembre 2022 si scrive che "appare evidente la necessità di riorganizzare anche il Consorzio di polizia locale Nevi con la reintroduzione della figura dirigenziale di comandante/direttore". E ancora: "...principale scopo di riorganizzare quel consorzio mediante la reintroduzione della citata figura dirigenziale, da assumere entro la fine dell'anno 2023".

Perché è stata firmata una simile delibera, già in piena indagine della Corte dei conti, e nello stesso tempo è stato deciso di non dare seguito al documento proprio per via degli accertamenti erariali? Da un lato il cda del consorzio dice che è prioritario assumere un dirigente e dall'altro lo stesso consorzio blocca la sua delibera per cautela. Qualcuno risponderà del fatto di aver pagato Scarpellini con una paga non adeguata (circa 2.000 euro al mese, metà dei quali per altro pagati dal Comune di Schio)? Ci sono state responsabilità precise in tutto questo o è tutto regolare? Domande, tante domande che non aiutano a capire. O meglio aiutano a capire che nella vicenda restano delle ombre.

Dennis Dellai e Alessandra Dall'Igna

Suggerimenti