<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Tonezza

Monte Cimone, si scava per trovare i 150 Caduti della mina

di Giovanni M. Filosofo
È finanziata dalla Provincia e realizzata da gruppi di alpini la prima esperienza di archeologia del conflitto vicentina

Il silenzio della montagna è di tanto in tanto rotto dal ticchettio dei picconi che, come delle bocciarde, sembrano accarezzare le pietre, mentre appena si sente il rumore, breve e stentato, dei badili. Sul Cimone, a oltre 1.200 metri di quota, è in pieno svolgimento il progetto di scavo che, finanziato con 15 mila euro dalla Provincia, dovrebbe permettere di individuare e, poi recuperare, la trincea italiana di prima linea, dove, con lo scoppio della mina austroungarica, fatta brillare il 23 settembre 1916, trovarono la morte più di 150 Soldati.

I soldati non furono ritrovati né dissepolti

Mai ritrovati, né fin qui dissepolti, perché ricoperti da massi e detriti piovuti dal cielo, dopo la terribile, duplice esplosione. «Da inizio maggio – dice lo storico Manuel Grotto, già alla guida nel ripristino dell’ex cimitero di Cima Neutra – 45 volontari stanno lavorando tutti i giorni, anche la domenica, per pulire l’area, tra il cratere della mina e il versante verso Rio Freddo, dove presumibilmente si trovava la nostra trincea. In gran parte sono alpini. Io ho il compito di coordinare il lavoro, in una campagna che ha come capofila il Comune di Tonezza, mentre a dirigere il tutto è la Sovrintendenza di Verona».
 

Una ricerca svolta in rispettoso silenzio


Il lavoro si svolge in un silenzio che pare irreale: nessun mezzo meccanico a coprire la fatica degli uomini, quasi abbarbicati al pendio scosceso. «Sono volontari che già a Cima Neutra operavano in gruppo», spiega Grotto. «Provengono anche dal Veronese e dal Trevigiano, oltre che dal Basso vicentino. Si sono innamorati della zona tra Cimone e il Caviojo, e sono orgogliosi di partecipare a questo primo caso, in terra berica, di archeologia del conflitto. Non escludiamo la partecipazione di altri volontari». Un lavoro, paziente, che ha già dato un primo, importante risultato. Nei giorni scorsi, nel liberare tre gallerie, vicino al portale d’ingresso è stata scoperta un’epigrafe, scolpita nella roccia da una compagnia del Genio, datata 18 settembre 1916: cinque giorni prima del fatale scoppio. «C’è scritto – sottolinea Grotto - 128° compagnia Genio Zappatori, 2° reggimento, e la data. Sono 108 anni che nessuno la vedeva. Mi viene la pelle d’oca. Incredibile che si trovi a pochi metri dalla mina. Quelli che l’hanno scritta sono ancora qui sotto».

Si utilizza il metodo stratigrafico con saggi trasversali 

La ricerca continua, sempre col metodo stratigrafico, con saggi trasversali per intercettare gli 80 metri di trincea sepolta, anche con l’imminente uso di un magnetometro, che permetterebbe di procedere con maggiore precisione. La prossima settimana è previsto l’arrivo di una quindicina di studenti dell’istituto tecnico Chilesotti, di Thiene, che faranno un’esperienza di scavo, in totale sicurezza, meritandosi un credito scolastico per l’attività svolta. «Portare le scolaresche quassù – afferma il sindaco di Tonezza, Franco Bertagnoli – è uno degli obiettivi di questo progetto. Oggi c’è tanto bisogno di conoscere il passato. Ricordare fa bene alla mente, e prepara a comprendere pure il presente. Si deve crescere nel rispetto per i caduti e il Cimone, con le sue vittime, e la sua vetta mozzata, è un museo storico all’aperto. Quasi un motivo di riflessione, proprio lungo l’itinerario dell’Alta via della Grande Guerra».

Suggerimenti