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Incontro a Schio

Ipab, più costi e meno posti. Gli anziani e il rischio di restare soli

Le rette sono aumentate come del resto anche il numero dei non autosufficienti. E manca personale nelle case di riposo

La cura della casa e della persona, ma soprattutto il problema dei posti nelle case di riposo e l’emergenza per i non autosufficienti. Di questo e di altro si è parlato al convegno “I servizi di assistenza agli anziani in Veneto: problemi e prospettive”, organizzato al Faber box dall’associazione Communitas in collaborazione con la senatrice del Movimento 5 stelle Barbara Guidolin e il patrocinio del Comune di Schio. 

Popolazione anziana in aumento

Ad aprire i lavori sono state proprio la senatrice Guidolin e la vicesindaco e assessore ai servizi sociali Cristina Marigo. Come spiegato da quest’ultima, il Comune, attraverso i servizi sociali, cerca di sopperire in diversi modi alle esigenze della popolazione anziana, una fetta di cittadinanza che sta aumentando. Interventi rivolti agli anziani che ancora vivono nelle loro case e non in strutture residenziali, ma che presentano magari fragilità a fronte delle quali non possono restare soli.

I servizi sono stati illustrati dalla vicesindaco Marigo. «Si tratta di servizi che cerchiamo di mettere in campo per fare in modo che l’anziano non si senta isolato e allo stesso tempo per monitorarlo nella sua abitazione. C’è una richiesta importante, perché la popolazione anziana sta aumentando; il problema, oggi, è rappresentato dal fatto che c’è un’unica graduatoria per entrare in casa di riposo e alle strutture accede chi ha il punteggio più alto; un tempo le graduatorie erano due ed entrava nelle Rsa anche chi non aveva un grado di autosufficienza grave, ma era solo, senza una famiglia alle spalle che lo potesse assistere. Ora le persone che afferivano a questa seconda graduatoria rimangono sole, nelle loro abitazioni, e ciò rappresenta un problema. Di fronte a questa situazione volevamo implementare il numero di quanti possono accedere al centro diurno di Magrè, una struttura, però, riservata agli autosufficienti».

Servizi territoriali

L’aumento dei servizi potrebbe essere una soluzione? «È difficile aumentare i nostri servizi», continua Marigo. «Anche attivando tutti i servizi dell’assistenza territoriale non si riesce a sopperire a tutti i bisogni di questi anziani. C’è anche chi non ha una famiglia e non tutte le famiglie sono in grado di prestare assistenza ai loro cari. Ci sarebbe bisogno di più posti nelle case di riposo, ma queste sono decisioni che spettano alla Regione e a livello nazionale; sembra che il fondo per la non autosufficienza non sia stato incrementato adeguatamente».

I problemi a livello regionale

Il convegno ha posto in evidenza come in Veneto ci sia carenza di personale e come più del 70 per cento delle persone che vivono in strutture sanitarie soffra per patologie neurodegenerative; il loro numero sembra in costante crescita. Le liste di attesa delle Rsa sono oggi più numerose che negli anni pre Covid e i costi a carico delle famiglie e degli ospiti sono aumentati, al punto che per molti sono insostenibili. Barbara Facco della Uil e Giulia Miglioranza della Cgil hanno puntato l’attenzione sulle figure professionali delle Rsa. «L’argomento è interessante», ha sottolineato il presidente dell’Ipab “La Casa” Beppe Sola. «Peccato che la gente si interessi di questo tema solo quando viene toccata direttamente dal problema».

Matteo Carollo

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