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Allarme in collina a Schio

«I lupi sono sempre più vicini». Predato un animale ogni 3 giorni

di Rubina Tognazzi
Nuovo attacco al Maggiociondolo, dove è stata abbattuta un’asina. Le predazioni su animali domestici trovati morti sono state 101
Gli animali del Maggiociondolo, in primo piano l’asina attaccata dal lupo e poi soppressa
Gli animali del Maggiociondolo, in primo piano l’asina attaccata dal lupo e poi soppressa
Gli animali del Maggiociondolo, in primo piano l’asina attaccata dal lupo e poi soppressa
Gli animali del Maggiociondolo, in primo piano l’asina attaccata dal lupo e poi soppressa

Un’altra asina attaccata dai lupi dopo poco più di un mese dall’ultima predazione sempre all’agriturismo Maggiociondolo, al Tretto. E un dato allarmante rivelato dai veterinari: da inizio anno sono stati 48, uno ogni tre giorni, gli interventi per abbattere animali predati sulle sole colline di Schio. 
Marco Adriani, il titolare dell’attività, è esasperato: la recinzione elettrificata si è rivelata inefficace e sta valutando di spostare asini e cavalli. «È accaduto tra martedì e mercoledì, poco dopo l’una - racconta -. Ho sentito ragliare l’asina e mi sono precipitato fuori. Era buio, si percepiva la presenza del branco. Sono entrato per prendere una torcia, ma quando sono uscito, meno di un minuto dopo, avevano già azzannato l’asina. L’avevano scuoiata ma non ancora mangiata. Siamo rimasti lì tutta la notte per paura che tornassero. Purtroppo il veterinario, al mattino, ha dovuto abbatterla. La situazione sta peggiorando».

Ultimo tentativo e poi la resa. «Abbiamo ordinato un alimentatore per aumentare la potenza elettrica della recinzione, ma se il lupo torna dovremo arrenderci: non possiamo lasciare qui gli animali».

Una situazione che inizia a preoccupare soprattutto i residenti. «Gli interventi su animali predati e ancora in vita sono molto aumentati - conferma il veterinario Pietro Menegozzo -. Negli ultimi 4 mesi sono quadruplicati. L’impressione è che ci siano animali più giovani. C’è anche un importante aumento di selvatici predati. Non ho dati statistici scientifici, ma è la mia esperienza di veterinario che esce spesso a curare le bestie. Forse dobbiamo imparare a conviverci, ma c’è un implemento significativo e va trovato un equilibrio». 

Nel 2023, dato fornito dalla polizia provinciale, le predazioni da lupo su animali domestici trovati morti, nel Vicentino, sono state 101; già 25 da inizio 2004. «È un problema che dobbiamo affrontare - afferma il presidente della Provincia, Andrea Nardin - ma non da soli. Il lupo va tutelato, come vanno tutelati gli animali domestici e quelli da allevamento. Negli ultimi anni i lupi hanno cambiato le loro abitudini, scendono più a valle, si cibano di animali che sono prede più facili della selvaggina. Questo crea problemi non solo agli allevatori e a chi possiede animali domestici, ma anche all’equilibrio ambientale. Il lupo è al vertice della catena alimentare, non ha predatori e questo suo avvicinarsi a luoghi urbanizzati è un pericolo anche per lui. È necessario fare serie riflessioni. Come Provincia non abbiamo competenze specifiche se non far intervenire la polizia a predazione avvenuta. È improrogabile un intervento dagli enti competenti, ci faremo parte attiva».

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