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Addio al regista “Pit”
«Ha smosso la cultura»

di Mauro Sartori Silvia Dal Ceredo
Pit Formento, all’anagrafe Pier Maria Edmondo, aveva 66 anni
Pit Formento, all’anagrafe Pier Maria Edmondo, aveva 66 anni
Pit Formento, all’anagrafe Pier Maria Edmondo, aveva 66 anni
Pit Formento, all’anagrafe Pier Maria Edmondo, aveva 66 anni

Regista, commediografo, scrittore , fumettista e assessore. Se n’è andato ieri mattina a 66 anni, dopo una lunga e dura battaglia contro una malattia autoimmune, il torinese Piermaria Edmondo Formento, conosciuto da tutti come Pit. Il suo cuore ha ceduto in sala operatoria all’ospedale di Santorso, dov’era ricoverato per un intervento alle vene. L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia.

Aveva seguito a Schio la moglie Laura Bettanin, anche lei scrittrice di successo, autrice di quel “Seventy sex”, libro - scandalo sulle libertà sessuali degli anni ’70 nella provincia veneta. E a Schio aveva messo radici, dapprima curando un film sulla città che l’amministrazione comunale dell’epoca fece suo come biglietto da visita. Si intitolava “Passaggio a Schio” e piacque talmente tanto che divenne il suo lasciapassare per l’approdo in giunta.

Diplomato al liceo classico, studi di Medicina (fece l’assistente in un reparto di neuropsichiatria infantile) per poi passare a Lettere con tesi di laurea sui “pellerossa nel cinema americano“, è stato assistente di un importante regista italiano, Florestano Vancini e fotografo di scena per Gianni Amelio e Pupi Avati. Ha lavorato per la Rai e per riviste cinematografiche fino a diventare sceneggiatore di fumetti con una biografia su Nuvolari.

A sorpresa il sindaco Luigi Dalla Via lo chiamò in giunta nel 2009 e lui mise le mani avanti: «Non sono un politico». Ma un uomo di cultura lo era e fu l’ideatore della selezione dei progetti da sostenere tramite un tema culturale specifico annuale, che il suo successore ha continuato ad adottare. In giro si vedeva sempre ed ha proseguito nella sua attività di scrittore e sceneggiatore, mettendo in pedi allestimenti teatrali assieme al suo ex collega di giunta, Stefano Pento.

«Siamo tutti sgomenti - commenta a caldo il sindaco Valter Orsi - L’ultima volta che l’ho visto mi aveva accennato di una sua ripresa fisica ma sapevo che lottava. È stata la sua ultima cavalcata. Siamo vicini alla sua famiglia».

«È stato un uomo generoso, amante e promotore di cultura – ricorda l'ex sindaco Luigi Dalla Via, che ebbe Formento al suo fianco nel secondo mandato dal 2009 al 2014 -. Era un piacere lavorare con lui, certo non mancavano le diversità di idee ma in ogni caso erano interessanti. Si dedicava ai suoi progetti senza riserve, con rigore, impegno e serietà. Quando parlava lo faceva con convinzione, si poteva condividere o meno quello che diceva, ma sempre si percepiva il suo spessore culturale notevole». Formento fu ideatore e promotore in città del tema annuale per le attività culturali, una novità che subito venne accolta con qualche riluttanza dal tessuto locale. «Ha saputo smuovere la cultura locale, innescando dibattiti e discussioni, ma portando alla fine un arricchimento complessivo. È stato per me un piacere lavorare con lui, nella nostra città è uno che ha lasciato il segno».

Un personaggio che sapeva dialogare anche con i giovani. Tra questi il fotografo Piero Martinello: «Lo conobbi dieci anni fa - ricorda dalla Svizzera dove si trova per l’allestimento della mostra “Radicalia”- e stringemmo amicizia perché con lui si poteva parlare di argomenti letterari, in particolare di Whitman e del filone beat. Eravamo sempre in tre al tavolino del bar, io, lui e Piero Casentini (storico scledense). Un giorno mi regalò tutta la prima edizione italiana di Kerouac. Parlando del lavoro creativo come freelance, che ci accomunava, gli parlai delle paure professionali e mi disse che anche lui ne aveva a volte. Gli dedico la mostra, anche lui a suo modo era un radicale». Il funerale si svolgerà probabilmente lunedì, previo nullaosta.

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