Straziante e, per molti versi, inquietante l'ultimo servizio delle Iene sulla morte del campione di ciclismo Davide Rebellin, ucciso da un camion pirata il 30 novembre scorso.
La iena Maurizio De Giuseppe va in Germania alla ricerca del camionista incriminato, Wolfgang Rieke, ma riesce a parlare solo con il fratello, che gestisce la ditta di trasporti di famiglia. Dopo l'iniziale rifiuto, l'uomo si sbottona e racconta a grandi linee cosa gli avrebbe riferito il fratello dopo le accuse arrivate dall'Italia. Sostiene che il fratello se ne sarebbe andato dal luogo dell'incidente perché era certo di non esserne coinvolto, di non aver investito lui Rebellin.
Il servizio accosta però le dichiarazioni del fratello dell'autista con quanto riferito da alcuni testimoni che avrebbero visto il filmato delle telecamere di sorveglianza (immagini ancora secretate) che si trovano nei pressi dell'area di servizio, notando chiaramente che il camion colpiva il ciclista, si fermava per un'attimo, scendeva, risaliva, girava intorno alla stazione, si fermava ancora a controllare ancora la bicicletta accartocciata di Rebellin, per poi imboccare la rotonda in uscita e andarsene.

Il racconto del fratello dell'autista incriminato
Non solo, il racconto del fratello dell'autista prosegue specificando che il fratello era genuinamente convinto di non avere niente a che fare con l'incidente tanto da aver proseguito il suo giro di carichi come previsto dalla tabella di marcia, andando a Verona e a Pastrengo per caricare della merce, fermarsi a dormire nel Veronese prima di ripartire per la Germania.
Le Iene si domandano se davvero l'autista abbia potuto non accorgersi dell'investimento, con tutti i sistemi di sicurezza di cui sono dotati oggi i camion, o se, piuttosto, quello di ripartire senza prestare soccorso sia stato un gesto deliberato visti i precedenti di pirateria stradale e di ritiro della patente. L'altro inquietante quesito che si pone la trasmissione di Italia 1 è perché, visionato il filmato, l'autista incriminato non sia stato fermato dalle forze di polizia prima di tornare a casa.
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Tante domande e troppo dolore
Domande che troveranno forse risposta al termine dell'inchiesta e in sede giudiziaria. Resta però il dolore della famiglia di Rebellin. Il fratello Carlo, ai microfoni delle Iene, parla dello strazio di quei momenti e fa un'unica recriminazione: «Ci sono persone che si fermano quando investono un animale. Lui ha investito Davide e non si è fermato, lo ha trattato come una cosa»
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