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Montecchio Maggiore

Ludopatia, malattia dilagante: ogni giorno 126 mila euro giocati alle slot machine

di Antonella Fadda

Quasi 10 mila euro di multa a locali con videopoker accesi in orari vietati. Un fenomeno, quello delle slot machine, che a Montecchio Maggiore ha un giro d’affari di 46 milioni di euro l’anno. Sono scattati in questi giorni i primi controlli straordinari della polizia locale “Dei Castelli” su ristoranti, bar e centri scommesse in città. Nel mirino del comando di piazza San Paolo sono già finiti 14 esercizi, tutti fra Alte e il quartiere di San Vitale.

Le sanzioni Cinque di questi sono risultati non in regola, per un totale di 9.500 euro di sanzioni elevate. C’è infatti una legge regionale da rispettare e si riferisce alle fasce orarie. La normativa del 2019 prevede lo spegnimento di questi dispositivi in tre specifici momenti della giornata: dalle 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20. Tutto ciò per tutelare le persone maggiormente a rischio come disoccupati, minori, stranieri o pensionati. Ma i cinque locali non stavano rispettando le disposizioni e per questo motivo dovranno pagare una multa salata.
«La diffusione del gioco d’azzardo patologico è una piaga sociale. Si tratta di un fenomeno che, purtroppo, è stato aggravato anche dalla pandemia. - osserva il primo cittadino Gianfranco Trapula -. Il nostro compito come Amministrazione è di proteggere i soggetti più esposti al rischio, anche attraverso questo tipo di operazioni della nostra polizia locale, come anche di promuovere e diffondere una cultura della prevenzione».

“Io non mi gioco” Proprio in questa direzione si sta muovendo il Comune che recentemente ha aderito alla campagna di prevenzione dell’Ulss 8 Berica “Io non mi gioco” per sensibilizzare la popolazione sui pericoli del gioco d’azzardo. Tra l’altro i controlli a tappeto in tutto il territorio proseguiranno anche nelle prossime settimane. Ma sono le statistiche a dare il vero riscontro di quanto sia vasto il fenomeno.

Il fenomeno Stando agli ultimi dati dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che analizza tutti i tipi di giocate nelle regioni italiane, nel 2019 a Montecchio Maggiore si sono giocati 56 milioni di euro. Di questi ben 34 milioni, con le videolottery che richiedono sale appositamente dedicate al gioco; 12 milioni sono stati spesi invece con le Awp, dispositivi cioè che possono essere installati in tutti i locali in possesso di regolare licenza, come sale da gioco, tabacchini e bar. La spesa per le lotterie istantanee, in pratica i “Gratta e vinci”, è stata di 5 milioni 160 mila euro mentre lotto e superenalotto hanno a malapena superato quota 2 milioni. E se i numeri montecchiani sono elevati ancora di più lo sono quelli provinciali e regionali. Il Veneto è infatti la regione dove le videolottery hanno la più alta densità, sono infatti 1 ogni 801 abitanti, contro ad esempio la Sardegna che ne conta 1 ogni 3.500 abitati. Ma non esistono solo le “giocate alle macchinette”.

Scommesse Osservando i dati provinciali nel biennio 2020-21 sono stati spesi oltre 14 milioni di euro per le scommesse virtuali e nel primo bimestre di quest’anno la cifra ha sfiorato già i 3 milioni. Per quanto riguarda le scommesse a quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli nel 2020 si sono abbondantemente superati i 15 milioni, nel 2021 la cifra è stata su 11 milioni mentre sempre a gennaio e febbraio di quest’anno hanno già sfiorato i 4 milioni. “Basse” infine le scommesse per quanto riguarda le gare ippiche: nel 2020 i vicentini hanno speso 113 mila euro; nel 2021, invece, 218 mila euro mentre nel primo bimestre di quest’anno siamo arrivati a una quota che ha superato gli 88 mila euro.[

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