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Sull'Altopiano

Pellegrinaggio per 4mila alla Grande Rogazione di Asiago

di Gerardo Rigoni
La messa fra gli alberi con il vescovo Cipolla, il parrocco Bonomo e il candidato alla successione don Guarise
La Grande Rogazione di Asiago

«La vostra Grande Rogazione ha un qualcosa di armonioso, ha una bellezza profonda costituita dal camminare insieme, dal ritmo cadenzato, che aiuta a rallentare il nostro correre interiore portandoci a riflettere e ad assaporare nuovamente l’andatura della natura, del tempo genuino, del passo lungo un lungo cammino». Il vescovo di Padova mons. Claudio Cipolla ha salutato così i quasi quattromila partecipanti alla Grande Rogazione di Asiago volendo partecipare al “giro del mondo” di Asiago assieme al neocandidato parroco per Asiago don Antonio Guarise in modo che il sacerdote potesse assaporare e comprendere il profondo significato spirituale e comunitario di questo antico pellegrinaggio.

Poche parole profuse da don Antonio Guarise confermando comunque come sia rimasto particolarmente colpito da questa tradizione ancora così tanto sentita tra la gente senza aver mai perso la sua caratteristica spirituale e con la popolazione che si oppone alla sua trasformazione in evento turistico. «La scelta di proporre don Antonio alla guida della comunità cristiana asiaghese parte anche da questo, dalla sua sensibilità verso le tradizioni cristiane popolari - ha puntualizzato il Vescovo -. Le sue elezioni sono un passaggio di grande significato, la scelta della chiesa viene confermata dai fedeli in una dinamica che ha una profonda spiritualità. Attraverso il vescovo possiamo vedere come agisce sempre il Signore».

Dopo la messa in località Lazzaretto, concelebrata dall’attuale parroco asiaghese don Roberto Bonomo, dal vescovo Cipolla e da don Antonio Guarise, si è svolto lo scambio delle uova colorate prima che la campana della chiesetta di San Sisto suonasse la ripartenza.

Dal duomo alle 6.30 erano circa duemila le persone partite dietro allo stendardo con la croce bianca su campo rosso. Lungo il tragitto la fila si è sempre più infoltita fino al Lazzaretto dove altrettanti attendevano l’arrivo dei pellegrini. Dal Lazzaretto poi la Rogazione ha ripreso il cammino verso il Kaberlaba e di qui a Camporovere dove era fissata la sosta per il pranzo. Dalla frazione roanese, al confine con il territorio asiaghese, in quasi tremila sono ripartiti per salire sul monte B e scendere verso località “Boschetti di Gallio”.

Le donne si sono adornate il capo con corone di rami di larice e abete.

L’ultima tappa degli oltre 32km ha condotto in centro immettendosi su Corso IV Novembre dove i canti si sono fatti più forti per raggiungere il Duomo e concludersi con la benedizione, fra cori e campane a festa.

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