<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
BASSANO

Pavan: «Mi ricandido per completare il lavoro»

di Alessandro Comin
«Un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini e dei progetti impostati o avviati in questi anni»
Elena Pavan: obiettivo riconferma
Elena Pavan: obiettivo riconferma
Elena Pavan: obiettivo riconferma
Elena Pavan: obiettivo riconferma

Elena Pavan, perché ha deciso di ricandidarsi?
Perché amo Bassano.

Risposta molto breve.
Questo per me è già tutto. Ho trascorso cinque anni al servizio dei miei concittadini ed è stata una lunga, straordinaria esperienza. La ricandidatura è un atto di responsabilità nei confronti delle tante persone incontrate e dei progetti impostati o avviati in questi anni: vorrei portarli a compimento. La mia disponibilità a continuare a lavorare per la città con lealtà, dedizione e onestà intellettuale non è mai venuta meno, ma devo dire che sono stati proprio i bassanesi, con il loro incoraggiamento, a farmi capire quale fosse alla fine la scelta giusta da compiere.

I risultati raggiunti

È soddisfatta dei risultati raggiunti in questi cinque anni?
Mi piace pensare alla nostra come all’amministrazione “del fare”. Abbiamo ascoltato i cittadini, dato risposte ad alcune richieste che attendavano soluzione da anni e rivitalizzato Bassano dal punto di vista culturale e turistico con attività di valore. Il pubblico ha capito e risposto: oltre ai dati disponibili, basta venire in centro nel fine settimana per rendersene conto. Abbiamo poi impresso un deciso impulso alle opere pubbliche e valorizzato la centralità di Basano rispetto al territorio. Area urbana pedemontana, Unione montana del Bassanese, Ipa Pedemontana del Brenta e molte altre relazioni istituzionali instaurate in questi anni per progetti di ampio respiro lo stanno a dimostrare; ora si tratta di proseguire e mettere a frutto il lavoro già svolto, le idee non mancano.

Ci sono però progetti rimasti indefiniti.
Per alcuni sono stati fatti importanti passi avanti, con l’avvio della fase amministrativa. Mi riferisco al nuovo teatro comunale o all’area conosciuta come piano Mar, con le nuove proposte dei privati ora allo studio. Sono progetti che richiedono profonde riflessioni e confronti, prima di scegliere, non solo perché destinati a incidere sulla vita dei bassanesi, ma anche perché il loro costo presuppone un forte impegno economico-finanziario sul bilancio. Vale anche per l’ex Caserma Cimberle Ferrari e la scuola Mazzini; anche in questi due casi, alcuni studi sono stati già fatti. Per i progetti che non dipendono solo da noi, Tribunale su tutti, si deve continuare a lavorare con determinazione.

Le voci negative

In un suo immaginario bilancio, cosa metterebbe tra le voci negative?
Il tempo a disposizione, prima di tutto. Due anni di pandemia hanno inciso sulla programmazione, perché abbiamo dovuto fare fronte a nuove e impreviste necessità. Direi poi i tempi della burocrazia, necessari quanto complessi, che non sempre permettono di tenere il ritmo desiderato.
Infine, alcuni individualismi emersi in maniera preponderante negli ultimi mesi, che hanno portato alla nota situazione preelettorale. Ho il rammarico, soprattutto nella prima parte del mio mandato, di non avere saputo essere abbastanza efficace nella comunicazione con i cittadini, per questo mi riprometto di essere più efficace in futuro.

Il sindaco di tutti

Di cosa è più orgogliosa?
Sento di avere onorato l’impegno assunto al momento del mio insediamento: essere il sindaco di tutti.

Rispetto a 5 anni fa, come sta vivendo questa campagna elettorale?
Con maggiore esperienza e conoscenza della città nei suoi tanti aspetti. Dopo un periodo di riflessione e, non lo nascondo, di tensione, mi sento serena e fiduciosa.

La sua famiglia la sostiene in questa ricandidatura?
Certamente. I miei figli in questi anni sono cresciuti ed è una soddisfazione vederli partecipi e curiosi, anche se non posso negare che la famiglia abbia risentito del mio ruolo, in termini di tempo e di presenza. Devo però aggiungere che se in alcuni momenti mio marito ha forse sperato che cinque anni passassero in fretta, ora che ha visto il modo in cui è stato ripagato il mio impegno è diventato il mio più accanito sostenitore.

Suggerimenti