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LA STORIA

Marco e la moglie Irene in Africa per i bimbi del Mozambico

Bassanese lui, di Roma lei, per un anno con il Cuamm nella pediatria della seconda città del Paese
Coniugi e medici: Irene Avagnina e Marco Frison sono a Beira, in Mozambico
Coniugi e medici: Irene Avagnina e Marco Frison sono a Beira, in Mozambico
Coniugi e medici: Irene Avagnina e Marco Frison sono a Beira, in Mozambico
Coniugi e medici: Irene Avagnina e Marco Frison sono a Beira, in Mozambico

Insieme nella vita e nella professione. Irene Avagnina e Marco Frison, entrambi pediatri, lavoreranno per un anno a Beira, in Mozambico, nell’ospedale centrale cittadino gestito da Medici con l’Africa Cuamm. Originario di Bassano e trentacinquenne lui, di Roma, e di un anno più giovane lei, si sono conosciuti a Padova mentre perfezionavano gli studi.

Al lavoro a Beira

Da pochi giorni stanno operando nella struttura che si occupa del servizio materno-infantile nella seconda città più grande del Paese dopo Maputo. Il medico bassanese, ispirato dalla moglie che in passato aveva già prestato servizio da specializzanda in Africa, ha fatto proprio lo spirito dell’ong che dal 1950 opera in ambito sanitario. «Partiamo perché è una bella idea- ha dichiarato Frison-. Condividiamo lo stile del Cuamm e il modo di operare che ha, quel "con" l'Africa, quel mettersi a servizio dove c'è più bisogno. La scelta della cooperazione in questo particolare momento, ci aiuta a riflettere su tanti interrogativi e tanti privilegi che diamo per scontati, per esempio, sulla garanzia di sistema sanitario nazionale, sulla salute come diritto e come bene pubblico».

Cureranno i bimbi

Entrambi sono chiamati a prendersi cura dei malati in età pediatrica, lavorando in un ospedale che serve un bacino di 1,6 milioni di abitanti e che garantisce assistenza nei centri di salute urbani, dove viene svolta anche attività di prevenzione e trattamento dell’Hiv/Aids tra i giovani e le donne.
«L'Africa è una bella opportunità di crescita come persona e come medico. Il ricordo più bello che ho di quando sono stata giù è l'aver riscoperto "il valore del tempo". Tutto in Africa è scandito dalla natura. Le giornate iniziano con il sorgere del sole, con estrema calma, e tutto è molto naturale. E poi c'è la musica. Ovunque. Le donne e le mamme che cantano, in ospedale, per la strada. Questo mi trasmetteva un senso di positività. Non mancheranno anche i momenti difficili, soprattutto di fronte alla frustrazione di certe situazioni in cui basterebbe poco per salvare la vita a un bambino, ma lì non c'è nemmeno quel poco», ha ricordato Avagnina della sua precedente esperienza africana.

Cuamm è presente in Mozambico dal 1978 e dal 2004 collabora con l’Università Cattolica del Mozambico per formare i futuri medici nel loro Paese natale inviando docenti e raccogliendo fondi per sostenere gli studenti meritevoli.

Federica Augusta Rossi

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