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L'intervista

Il sottosegretario alla Giustizia, Ostellari: «Il tribunale della Pedemontana è un investimento. Questa è l'ultima opportunità»

di Carlo Barbieri
Il senatore leghista tira le prime somme dopo gli incontri sul dl per l'istituzione del tribunale della Pedemontana
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari e l'ex tribunale di Bassano
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari e l'ex tribunale di Bassano
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari e l'ex tribunale di Bassano
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari e l'ex tribunale di Bassano

Depositato dai parlamentari proponenti il disegno di legge "Istituzione del tribunale ordinario della Pedemontana e della Procura della Repubblica" e concluso secondo il programma prefissato il ciclo di incontri con il territorio, il senatore leghista Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia l'indomani della Festa della Repubblica traccia un primo bilancio.

Soddisfatto dei riscontri raccolti nelle scorse settimane fra Vicentino, Trevigiano e Padovano?

Sono molto soddisfatto - sottolinea il sottosegretario - innanzitutto di come oggi la politica stia lavorando mettendo al centro le esigenze del cittadino e del territorio. La politica, la buona politica, sta cambiando perché le decisioni non giungono dall'alto ma si condividono. Quello che ho cercato di fare io, da subito è stato di confrontarmi con il ministro, con tutta la struttura ministeriale dicendo "sentiamo come la pensa il territorio".

Aspettative rispettate...

Mi pare che la stragrande maggioranza abbia capito che il progetto non sia stato pensato per riavere il giocattolino che ci era stato tolto, ma si tratti di un progetto innovativo rispetto al passato, molto attrattivo, per i cittadini come anche per chi intende investire nel territorio. E questo va sottolineato. Io sono rimasto molto sorpreso, favorevolmente, dalla reazione delle categorie economiche. In democrazia ci si può sicuramente aspettare che qualcuno non sia d'accordo ma questo deve spingerci a capire le motivazioni di chi è contrario.

Ovvero gli avvocati che nell'ultimo incontro, a Bassano martedì scorso, hanno esposto i motivi del loro "no" al progetto.

I loro timori sono comprensibili. Sono anche i miei come di tutti coloro che lavorano nel mondo della giustizia. Quando si dice che bisogna risolvere la questione delle piante organiche, sono cose che diciamo da anni. Ma nell'ultimo quindicennio, le Amministrazioni che si sono succedute non hanno mai fatto nulla, non sono stati fatti concorsi. Tutta la pubblica amministrazione è in sofferenza e così il comparto della giustizia, i tribunali, le procure, il mondo delle carceri, la polizia penitenziaria. E questo perché per molto tempo la giustizia è stata vista come un costo su cui fare risparmi.

Il tribunale della Pedemontana avrà un costo, sottrarrà risorse, affermano i contrari.

No. I tribunali non sono un costo, sono un pilastro dell'economia di un Paese, un investimento per tutto il sistema economico. Stiamo parlando di 2 punti percentuali del Pil che noi buttiamo via, un sacco di miliardi perché chi vorrebbe investire non lo fa in Italia ma in Francia o in Germania dove la giustizia è più efficiente. Cosa c'entra questo con il tribunale della Pedemontana è un elemento di investimento in un territorio attrattivo in un contesto che può fare da traino non solo per l'area della pedemontana ma per più province, per tutta la regione. Non dimentichiamo che il tema della revisione della geografia giudiziaria non riguarda solo Bassano ma coinvolge altre regioni del nostro Paese.

Che hanno visto chiudere le sedi minori per accentrare la giustizia nei tribunali principali.

Certo, quella è stata una scelta di altri governi, del centrosinistra. Si può sbattere una porta in faccia e rispondere "non ci sono soldi, non se ne fa nulla, accentriamo tutto". Ma questo non mi pare che abbia portato a grandi benefici e non è la nostra visione.

Un'argomentazione che le è stata sottoposta è stata quella della qualità della giustizia.

È chiaro che ci si attenda una giustizia di qualità ma ricordiamoci che i tribunali non sono di chi al loro interno lavora ma sono un luogo al servizio del cittadino, la giustizia si amministra nel nome del popolo italiano.

Come vede il cammino del disegno di legge?

Godiamoci intanto il risultato raggiunto. Non sarà facile ma noi abbiamo aperto finalmente in Parlamento la stagione della revisione della geografia giudiziaria. Proseguiamo su questa strada, ascoltiamo anche chi è in disaccordo, verifichiamo i dati e i contrari stiano tranquilli perché quello del personale è uno dei temi che affronteremo e risolveremo.

Analoghe richieste di altri territori potrebbero rappresentare un ostacolo all'iter del tribunale della Pedemontana?

La revisione della geografia giudiziaria ha una sua genesi. Ovvero, noi vogliamo che il servizio sia più diffuso, più vicino al territorio e più efficiente. È una visione molto territoriale che non va bene solo ai veneti ma anche alle altre Regioni. Nel disegno di legge proposto dalla Lega, sottoscritto da Fratelli d'Italia. Italia Viva e finanche i 5 Stelle non c'è una maggioranza ideologica, bensì una maggioranza che ha una visione, ovvero quella di un Paese che vuole crescere anche con quei servizi che assicurino ai cittadini un'altra qualità della vita.

Il ministro Nordio sarà in città?

Il ministro della Giustizia ha già espresso il suo parere nelle sedi ufficiali, ovvero rispondendo a un'interrogazione alla Camera anche in relazione a Bassano. Io non tirerei nessuno per la giacchetta. L'iter ora è avviato e proseguirà. Credo che sia arrivato il momento che chi rappresenta i territori ai vari livelli, dai Comuni sino alla Regione, non debba perdere questa opportunità che sarà anche l'ultima. Non possiamo dimenticare quello che un presidio di legalità rappresenta per un territorio che è in espansione e ciò dobbiamo valorizzarlo come elemento a nostro favore. Siamo qui per questo. La parola va al Parlamento

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