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lonigo

Allevamento di polli, è polemica. «Difficile garantire i controlli»

Alle proteste dei residenti si unisce la consigliera regionale Guarda: «Cresce il rischio aviaria e non ci sono veterinari»
L’area su cui dovrebbe sorgere l’allevamento di 30 mila galline ovaiole ZONIN
L’area su cui dovrebbe sorgere l’allevamento di 30 mila galline ovaiole ZONIN
L’area su cui dovrebbe sorgere l’allevamento di 30 mila galline ovaiole ZONIN
L’area su cui dovrebbe sorgere l’allevamento di 30 mila galline ovaiole ZONIN

Torna di attualità a Lonigo la questione legata all’insediamento di un capannone avicolo di grandi dimensioni in via Fossalunga, nella frazione di Madonna. L’oggetto del contendere riguarda la costruzione di un edificio di circa 3.400 metri quadri, all’interno del quale è prevista la presenza di oltre 30 mila galline ovaiole.

Le proteste dei residenti

Dopo le proteste sollevate dai residenti, che hanno manifestato la preoccupazione per le ricadute ambientali legate all’attività di allevamento e denunciato un deprezzamento del valore immobiliare delle loro proprietà dovuto alla presenza del nuovo polo produttivo, interviene la consigliera regionale di Europa Verde, la leonicena Cristina Guarda.

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L'intervento di Europa Verde

«A distanza di pochi chilometri da allevamenti già esistenti – si legge nella nota - con una generale situazione di alto rischio sanitario a causa dell’emergenza aviaria, ritengo sia del tutto inopportuna l’apertura di un allevamento di oltre 30 mila capi di galline ovaiole a Lonigo, specie se teniamo conto dei passaggi dell’influenza aviaria a mammiferi, quali i gatti, registrati in Polonia».

A preoccupare la consigliera è la difficoltà di assicurare i dovuti controlli sanitari che dovranno certificare il rispetto dei parametri di legge.

«L’attività di monitoraggio e controllo dai veterinari pubblici è in corso – conferma la consigliera - ed è stata rafforzata perché quella che dovrebbe accogliere il nuovo allevamento di ovaiole a Lonigo è zona a rischio, ma l’esperienza dello scorso anno, con una estensione drammatica dell’influenza aviaria, ci ha insegnato che il numero dei veterinari pubblici è comunque sottodimensionato rispetto alla sostanziale presenza di allevamenti in Veneto. Solo per fornire qualche dato, a Vicenza manca un terzo dei veterinari e le carenze dei bilanci delle Ulss impediscono assunzioni a breve termine, anche solo per la sostituzione di chi va in pensione. In questa situazione non è possibile garantire la massima sicurezza di operatori e settore economico. Per questo da sette anni continuo a chiedere alla Regione di aprire spazi per incrementarne il numero».

L'intervento politico

Sul caso intervengono anche le minoranze consiliari leonicene dei gruppi Lega e Dovigo Sindaco, segnalando problemi di ordine sanitario, geologico ed economico legati all’attività avicola di Madonna e chiedendo al sindaco Pierluigi Giacomello di convocare una pubblica assemblea per discutere del problema con i cittadini.

Lino Zonin

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