Vicenza

Violenza sulle donne, il consiglio comunale prova a ricompattarsi tra panchine rosse e più risorse

In sala Bernarda sono stati esposti i manifesti che ricordano il numero per le donne che subiscono violenza
In sala Bernarda sono stati esposti i manifesti che ricordano il numero per le donne che subiscono violenza
In sala Bernarda sono stati esposti i manifesti che ricordano il numero per le donne che subiscono violenza
In sala Bernarda sono stati esposti i manifesti che ricordano il numero per le donne che subiscono violenza

La chiamata era arrivata dal sindaco Francesco Rucco, che ha convocato un consiglio comunale urgente sul tema della violenza sulle donne. La tragica fine di Lidija Miljkovic e Gabriela Serrano, uccise una settimana fa dall’ex compagno Zlatan Vasiljevic, è stata il punto di partenza per un dibattito su un’emergenza che non vede fine. 
In sala Bernarda, in due ore e mezza di discussione con prove di distensione tra maggioranza e opposizione, non sono mancate però polemiche e distinguo. Dopo il minuto di silenzio chiesto da Ennio Tosetto (Vinova) e i primi interventi, a rompere l’incanto ci ha pensato Alessandra Lolli, gruppo misto, che ha parlato di «sospetta solerzia» nella convocazione della seduta. «Sospetta - ha chiarito - perché questa amministrazione nel tempo si è dimostrata lenta nel portare avanti temi, non certo drammatici come questi ma importanti per la comunità». E ancora: «Al di là della doverosa riflessione su questo tema terribile, mi sembra che l’iniziativa dell’amministrazione serva più a darle un contegno magari difronte al vacillare del proprio gradimento e che rivesta più il carattere di una operazione di facciata». Andrea Pellizzari (Fratelli d’Italia) ha scelto invece la via della puntualizzazione, oltre che dell’astensione sul voto di quattro dei cinque ordini del giorno approvati dall’assemblea e della richiesta di intervento al dibattito di Maria Zatti, presidente di Donna chiama Donna, avanzata dalla consigliera di Idea Vicenza Gioia Baggio. «Femminicidio e violenza sulle donne - l’intervento di Pellizzari - sono due cose che hanno forse una radice comune, ma ben differenti. Gli omicidi negli ultimi trent’anni in Italia sono calati drasticamente, mentre i femminicidi sono più o meno sempre gli stessi, un centinaio di casi all’anno di donne uccise, sostanzialmente in ambito familiare. La causa è difficile da generalizzare, ma possiamo dare un dato, gli autori sono persone squilibrate e che spesso si sono poi uccise. L’inasprimento delle pene è inutile, perché questi non hanno alcuna paura dell’ergastolo. I pazzi purtroppo ci saranno sempre. Sulla violenza sulle donne si può fare invece di più. Chi commette violenza sulle donne è un troglodita, persone che pensano che le donne siano di loro proprietà. Gli episodi tra i giovani sono però quasi inesistenti, la maggior parte è dai 50 anni in su. C’è un’evoluzione culturale, sulla quale bisogna lavorare». 
Di tutt’altro tono l’intervento di apertura del sindaco, che ha auspicato da subito «proposte concrete». «I numeri stanno aumentando e le norme esistenti non sono evidentemente sufficienti per prevenire questi fatti e pertanto la rete deve essere rafforzata». L’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto ha sottolineato l’impegno per garantire il servizio del centro antiviolenza comunale nelle sedi di Vicenza e di Arzignano. E sulle sedi del capoluogo è partita una frecciata dall’opposizione, con Giovanni Rolando (Pd) pronto a mostrare le foto dell’attuale sede di via Cappuccini e di quella futura di via Vaccari. Entrambe in condizioni «non dignitose». Con la richiesta di tutte le minoranze di interventi concreti entro settembre. Rucco in esordio di seduta aveva comunque ribadito «l’impegno a migliorare la futura sede ai Ferrovieri», riconoscendo tuttavia «un ritardo dovuto al raddoppio della spesa per l’aumento dei prezzi. Abbiamo però reperito le risorse e nei prossimi giorni si definiranno i lavori con l’azienda, tenendo conto che deve esprimersi anche la Soprintendenza». 
In un appello corale alla promozione di una cultura contro la violenza di genere, all’uso corretto del linguaggio, e dunque al riconoscimento del valore della parola “femminicidio”, a non lasciare sole le vittime, sono arrivati anche altri impegni concreti, come la destinazione di altri 20 mila euro ai centri antiviolenza di Vicenza e Arzignano per ampliarne il servizio nei prossimi sei mesi, attraverso i contributi statali e regionali. L’assessore all’istruzione Cristina Tolio ha annunciato l’arrivo di una panchina rossa, in collaborazione con le politiche giovanili, in tutti i nidi e le materne. Condiviso anche l’impegno a convocare la quinta commissione a cadenza bimensile sui temi della violenza di genere e pari opportunità. Dall’opposizione, da dove si sono levati cartelli con il numero anti violenza e stalking “1522”, anche le proposte di pensare a uno sportello che agevoli la ricerca di un lavoro - che significa indipendenza - per donne vittime di violenza, di una panchina rossa in piazza Matteotti e di pubblicizzare il 1522. Non sono mancati tocchi di rosso tra maglie, foulard, fiocchi, cravatte e anche smalto. 

Alessia Zorzan