L'Adunata 2024

Vicenza capitale degli Alpini 33 anni dopo: «Al lavoro già da domani». Attese 600mila persone

Sarà la seconda volta nella storia che il capoluogo ospita l'evento, il precedente nel 1991. Nella sede di Monte Berico si brinda con il sindaco: «Squadra che vince non si cambia»
Le penne nere di tutta Italia hanno già sfilato in città
Le penne nere di tutta Italia hanno già sfilato in città

Sono da poco passate le 13, l'Adunata del 2024 è già stata assegnata a Vicenza in diretta streaming dal , e le porte del gruppo degli alpini di Monte Berico sono aperte. Fuori sono appesi i tricolori. Dentro si sente un vociare... «Permesso»... «Prego, prego. Venite pure. Qui stiamo già iniziando a pianificare il tutto. Da domani cominciamo a lavorare. Non si può mica stare con le mani in mano». A parlare è Roberto Tovo, capogruppo a Monte Berico e consigliere della sezione Ana Monte Pasubio. Accanto a lui il sindaco Francesco Rucco.

Seicentomila, il numero "magico"

Sembra che sarà proprio questo il numero "magico" della grande adunata alpina. Seicentomila penne nere in arrivo, seicentomila euro di impegno economico già messi a bilancio, seicentomila metri quadrati per l'allestimento delle penne nere. Numeri che erano stati anticipati al momento della presentazione della candidatura, quando la sezione vicentina, in lizza con Viareggio, Modena e Biella (che era data per favorita), aveva prodotto un dépliant promozionale di 35 pagine, video emozionali (con filmati del 1991 direttamente dalla sfilata lungo viale Roma e a Monte Berico) e un volumetto di "referenze" con dichiarazioni di sostegno da parte di Comune, Provincia, Regione e di una ventina di altre amministrazioni, da Bassano a Thiene, da Montecchio Maggiore a Sandrigo.

 

Le foto dell'Adunata del 1991

 

L'Adunata manca a Vicenza dal 1991

Un grande lavoro di squadra per riportare a Vicenza un evento che manca dal 1991 e che, evidentemente ha premiato. E così, dopo Rimini nei mesi scorsi, dopo Udine che ospiterà l'evento del 2023, nel 2024 sarà finalmente la volta del capoluogo berico.

L'indotto

C'è però un altro numero, estremamente importante, quando si parla del grande evento che tornerà a Vicenza, ovvero quello dell'indotto. E qui la cifra si alza e non di poco, perché si stima sarà di circa settanta milioni di euro. Alla commissione nazionale erano state fornite le relazioni su viabilità, trasporti e mobilità (compreso il piano parcheggi e sosta), la valutazione favorevole del prefetto, la dichiarazione di disponibilità dell'Ulss 8 Berica ad assicurare un piano sanitario, un accordo quadro con le strutture alberghiere tramite il consorzio Vicenzaè e la garanzia dello stesso Comune sull'offerta di spazi come impianti sportivi e palestre.

Era inoltre stato messo l'accento sull'ottima posizione di Vicenza a livello geografico, la sua centralità e accessibilità mediante collegamenti aeroportuali, ferroviari e stradali. Tutti aspetti sui quali, ora, ci si dovrà mettere al lavoro per garantire, è questo uno degli obiettivi principali, un'accoglienza diffusa, senza concentrazioni eccessive.

Il parco della Pace entra in gioco

E proprio a questo punto entra in gioco il parco della Pace. Perché proprio la vasta area sarà messa a disposizione dei partecipanti per allestire le tende e posizionare i camper e sarà inoltre servita da collegamenti diretti, tramite navette, con il centro storico. Non sarà naturalmente l'unica zona coinvolta. Il piano prevede infatti che la zona industriale e quella del Foro Boario possano diventare punti di riferimento del servizio pullman, con un parcheggio per i bus navetta. Ci saranno poi altri due punti strategici: palazzo Folco, di proprietà della Provincia, e l'ex tribunale a Santa Corona. Il primo è stato scelto come eventuale sede del Comitato organizzatore dell'adunata (Coa), che potrà ospitare anche la sala stampa; il secondo è stato individuato per il quartier generale del Servizio d'ordine nazionale (Son) e della protezione civile, con la possibilità di accogliere circa duecento persone.

Il brindisi del sindaco Rucco

«Stavo portando il pranzo a casa dalla mia famiglia - racconta il primo cittadino - quando mi ha chiamato il vicesindaco Matteo Celebron per dirmi che avevamo vinto il titolo. Sono passato qui per brindare con loro». E per pianificare la strategia, verrebbe da dire. O meglio verrebbe da fargli dire a Rucco. Che, però, non si espone. «Sono ricandidabile, non ricandidato», sorride mentre versa il prosecco agli alpini che tirano dritto: «Macché, macché. Squadra che vince non si cambia - ribadisce Tovo - sindaco dovrà essere lei a gestire l'adunata. Ha portato bene agli alpini e ora bisogna continuare».

 

Nicola Negrin, Claudia Milani Vicenzi, Karl Zilliken