Il servizio

Università di Padova: nelle sedi arrivano i distributori per gli assorbenti gratis, anche a Vicenza. Primo caso in Italia

L'ateneo patavino li installerà nei 32 dipartimenti entro l'anno accademico. L'associazione Studenti Per Udu: «Risultato storico per la comunità»
Un distributore automatico di assorbenti igienici
Un distributore automatico di assorbenti igienici
Un distributore automatico di assorbenti igienici
Un distributore automatico di assorbenti igienici

Mentre il Governo è al lavoro sul possibile abbassamento dell'Iva dal 10 al 5 per cento su tamponi, prodotti igienici femminili e pannolini (all'interno della manovra di bilancio) l'università di Padova è già andata oltre: per le studentesse dell'ateneo patavino (e non solo), gli assorbenti saranno gratis. La notizia ha già fatto il giro d'Italia, perché si inserisce tra le buone pratiche che, da qualche tempo, enti, organizzazioni e aziende stanno prendendo in autonomia a sostegno delle donne.

Dispenser anche a Vicenza

Entro la fine dell'anno accademico in corso dunque, in tutte le 32 sedi dipartimentali saranno installati distributori di assorbenti igienici (posizionati fuori dai bagni). Dispenser che arriveranno anche nel polo accademico di viale Margherita a Vicenza, dove ha sede il dipartimento di Tecnica e gestione dei sistemi industriali. Un'iniziativa che è un naturale sviluppo del progetto sperimentale avviato già nel 2021 nei dipartimenti di Scienze statistiche e Matematica.

Per ritirare gli assorbenti basterà chiedere un gettone nelle portinerie delle sedi di dipartimento. «Siamo da sempre molto attenti alle esigenze di studentesse e studenti, impegnandoci nel rendere il nostro ateneo inclusivo e accogliente - spiega Antonio Paoli, prorettore al Benessere dell'università di Padova -. Per questo motivo abbiamo avviato quasi due anni fa una sperimentazione che riguarda urgenze relative a un bene di primaria necessità: ora andremo a rendere strutturale e capillare la presenza dei distributori».

Un concreto sostegno economico

Per la gratuità diffusa degli assorbenti come avviene in Scozia ci vorrà ancora tempo ma, per le ragazze che frequentano l'università di Padova, si tratta comunque di un segnale di apertura e inclusione, oltre che di concreto sostegno economico. Si stima che, ogni anno, una donna spenda fino ad un centinaio di euro in assorbenti (senza considerare eventuali farmaci per il dolore o per contrastare i disturbi delle mestruazioni). Ergo, nell'arco di una vita e considerando un ciclo tra i 12 e i 50 anni si superano i 3.800 euro. A livello nazionale, si è ipotizzato che il costo "mestruale" per la popolazione femminile italiana (sempre nella fascia 12-50) ammonti a 1.680.000 euro all'anno.

Il prorettore Paoli: «Vogliamo essere un ateneo inclusivo e accogliente»

Per il prorettore Paoli, quella adottata nelle 32 sedi di dipartimento non è altro che una «misura di civiltà». «La sperimentazione ha avuto un grande successo e per questo abbiamo deciso di replicarla, diventando così una delle poche università italiane a garantire gli assorbenti gratuite a studentesse, docenti e personale», spiega Paoli. Progetti simili esistono in altri atenei, ma prevedono prezzi calmierati. Il provvedimento risponde alle istanze del corpo studentesco e che mira a fornire un servizio "d'emergenza" («ci aspettiamo che non si venga a fare la spesa in università, ma che si attinga ai distributori in caso di necessità»).

L'associazione Studenti Per Udu: «Risultato storico per la comunità»

Soddisfazione per il risultato, definito "storico", arriva dagli studenti. «Da anni denunciamo l'assurdità del costo di questi beni di prima necessità, finalmente anche l'università di Padova prende posizione in merito» dichiara Domenico Amico, coordinatore di Studenti Per Udu Padova e senatore accademico. «Poco dopo le elezioni studentesche del 2020 abbiamo portato la discussione negli organi di ateneo, ma la questione si è arenata - ricorda Amico - Dopo il ricambio della governance, abbiamo ripreso la discussione con il nuovo prorettore al benessere e il prorettore al bilancio ottenendo lo stanziamento dei fondi necessari per installare un distributore in ogni dipartimento».

I dispenser, si diceva, saranno installati fuori dai bagni: «Abbiamo insistito affinché non si rivelassero transescludenti, rischio concreto con il posizionamento nei bagni femminili. Allo stesso modo il poter prelevare i gettoni autonomamente, senza doversi recare in segreteria a richiederli, tutelerebbe la privacy di chi ne ha bisogno», è il pensiero di Anna Tesi, rappresentante degli studenti in consiglio di amministrazione con Udu Padova. «Il senso di avere dei distributori di assorbenti gratuiti e in spazi neutri ha un significato politico chiaro: le mestruazioni sono ancora stigmatizzate, da qui la nostra decisione di rendere i distributori ben visibili. Poterne usufruire gratuitamente nei luoghi di istruzione lancia un importante messaggio: l'università che vogliamo deve essere un luogo inclusivo ed equo».

Giulia Armeni