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31.12.2016

Sui monti vicentini
tre lupi sono
diventati di casa

Sono tre i  lupi stanziali sui monti vicentini e non c’è alcun branco  fra Lessinia, Grappa e AltopianoRispetto a vent’anni fa ci sono centinaia di cinghiali, camosci e cervi
Sono tre i lupi stanziali sui monti vicentini e non c’è alcun branco fra Lessinia, Grappa e AltopianoRispetto a vent’anni fa ci sono centinaia di cinghiali, camosci e cervi

«Quest’anno ci ha regalato il ritorno del lupo. Sono anni in cui possiamo dire che i nostri ambiti si stanno arricchendo». Il comandante regionale del Corpo forestale dello Stato Daniele Zovi, vicentino, 64 anni, traccia un bilancio dell’attività del 2016 per il comprensorio berico. Un bilancio soprattutto ambientale; l’ultimo, perchè con oggi il Corpo vede finire la sua storia, visto che da domani sarà accorpato con i carabinieri. L’attività proseguirà, ma con una gestione e una struttura diverse.

INDAGINI E CONTROLLI. «Gli agenti della Forestale in servizio nel Vicentino hanno portato avanti una complessa indagine sull’area del tribunale e di Borgo Berga, che è ancora in corso - precisa Zovi -, che però sta consentendo di fare chiarezza su una realtà assai articolata». Quindi gli agenti hanno lavorato molto sul fronte della tutela della natura, «con un’intensa attività antibracconaggio, sequestrando armi e altri mezzi di caccia illeciti. E poi hanno scoperto un ampio traffico di uccelletti protetti, una piaga che affligge il Vicentino con la tradizione della poenta e osei che porta a morte migliaia di uccelli». La grande forza della Forestale, secondo Zovi, è essere presente laddove altre forze dell’ordine non possono esserlo, come nelle foreste dell’Altopiano di Asiago».

IL RITORNO DEI LUPI. Il 2016 è stato contrassegnato dal ritorno di lupi stanziali nel territorio berico. «Abbiamo impiegato molte risorse per valutare tutte le segnalazioni e dividere fra realtà e bufale», sottolinea il comandante. «Oggi possiamo dire con buona certezza che ce ne sono tre di quasi stanziali: uno nella Lessinia vicentina, o sull’Altopiano di Asiago e uno sul Grappa. Non si è ancora formato un branco, ma la presenza del lupo è di certo un buon segnale per la salute generale del territorio da punto di vista ambientale». È in corso un monitoraggio, da parte del gruppo Wolf Alps, i cui esiti arriveranno a fine gennaio, per comprendere con esattezza quanti siano gli esemplari in Veneto.

L’AUMENTO DEGLI UNGULATI. La presenza stanziale del lupo, che certo spaventa i pastori e anche i residenti delle contrade più sperdute, è però una buona notizia anche per un’altra ragione. «Stiamo assistendo ad un grandissimo aumento degli ungulati, in particolare di caprioli, cervi, camosci e cinghiali, in tutta la provincia. I lupi sono degli ottimi regolatori di questa crescita, perchè cacciano queste specie. Vent’anni fa vedere un cervo nella nostra provincia era una rarità assoluta, oggi invece sono numerosi. Sull’Altopiano di Asiago i camosci sono centinaia, ed è un bel vedere. Qualche giorno fa sono stato sul Grappa e ne ho visti sette, in gruppo. Significa che si sono riappropriati del territorio, e questo non può che arricchire i nostri ambiti».

LA PRESENZA DEI RAPACI. È in crescita anche la presenza degli uccelli rapaci, soprattutto sull’Altopiano ma anche sulle altre vette della provincia. «Questo significa però che i bracconieri ne uccidono di meno, e possiamo pertanto come forestali dirci soddisfatti, perchè i controlli e le eventuali sanzioni funzionano, senza dire che forse la mentalità è cambiata rispetto a qualche anno fa. Ed è decisamente il segnale più bello che possiamo avere dai vicentini quello che imparino ad amare la loro terra, i loro boschi, le loro montagne e i loro animali».

D.N.
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