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04.12.2016

Stunt per amore
«La paura c’è
ma di lui mi fido»

Davide Favata e Fabiola Zavarise in una delle loro figure
Davide Favata e Fabiola Zavarise in una delle loro figure

Davide impenna la sua Honda Cbr 600, mentre Fabiola è sdraiata sotto di lui a testa in giù. Normale amministrazione per l’unica coppia di stunt italiana, tutta made in Treviso. Lui, Davide Favata, 27 anni, pratica questa disciplina da dieci anni; lei, Fabiola Zavarise, 28, per amore del centauro e anche un po’ del rischio è diventata la prima donna stunt di qua dalle Alpi. «Sembra strano – sorride – ma la figura a testa in giù è la più comoda, quella in cui mi sento più serena. Quella di cui ho paura, invece, è la più classica posizione da passeggero, seduta dietro e abbracciata al guidatore».

Le evoluzioni motociclistiche della coppia lasciano a bocca aperta i visitatori di MondoMotori Show, il salone di Italian Exhibition Group dedicato alle due e quattro ruote, che accanto ai più diversi modelli di auto e moto, sia nuovissimi che usati, biciclette tradizionali ed elettriche, accessori e abbigliamento, propone ogni giorno dalle 9.30 numerose esibizioni nell’area show.

«L’ho conosciuto cinque anni fa – racconta Fabiola – e lui già praticava lo stunt. Il fine settimana o ci sono manifestazioni o si allena, quindi se non sei dell’ambiente resti da sola. Lui mi ha proposto quasi subito di provare e ho accettato. Sembrava facile, invece a volte la paura blocca. E la prima volta abbiamo voluto fare gli spavaldi, ma mi è uscita una spalla».

«Il tandem – spiega Davide – non è molto praticato, a livello europeo siamo in quattro coppie, ma ci sono moltissime figure. Per chi guida è una grossa responsabilità, se ti fai male da solo è un conto, se si fa male un’altra persona è diverso».

Ed è lì – nonostante i rimbrotti in caso di buche e strattoni – che si vede la coppia. «La cosa fondamentale è la fiducia – continua Fabiola – e io di lui mi fido. Prima non avevo mai avuto a che fare con le moto, anzi avevo ed ho paura di quelle da strada e il motorino l’ho tenuto solo un’estate. Però ho un passato nell’equitazione, facevo salto a ostacoli, anche quella è adrenalina, sfidare se stessi. Non ho mai amato gli sport facili e tranquilli».

Ogni tanto pensa alla possibilità di guidare «ma se non hai mai avuto questo istinto o fatto qualcosa di simile da piccolo – sottolinea Davide – è difficile iniziare alla nostra età. Io, ad esempio, pratico stunt da anni, ma con le moto da strada sono molto più indietro di tanti miei amici. Ho iniziato da poco a guidarla, ma certamente ci rifaremo la prossima vacanza, per vivere la moto anche fuori dalla pista. Paradossalmente, quello che facciamo noi è meno pericoloso della strada, perché le altre persone non puoi controllarle».

Volteggiando, comunque, le emozioni non mancano. «E spesso sono opposte: vado dall’assoluta tranquillità alla paura che mi ghiaccia; dal piangere dallo spavento all’eccitazione per qualcosa che è venuto bene. Ma la paura ci vuole sempre, altrimenti abbassi le difese ed è lì che succedono i guai».

Una delle loro esibizioni è stata anche premiata all’Evotech stunt competition di Trento, nella gara per il “Sickest trick”, la figura più originale.

«Avevamo provato la figura a testa in giù solo una volta, abbiamo eseguito quella ed è venuta perfettamente – racconta Fabiola -. Posizioni ce ne sarebbero di pazzesche, ma serve tanto tempo per provare, più di quello che abbiamo noi».

Maria Elena Bonacini
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