Vicenza

Stagista sedicenne molestata in tribunale da un pensionato

Lei, studentessa liceale di 16 anni, impegnata nell’alternanza scuola-lavoro; lui, pensionato di 69 anni, che si è rimesso in gioco come volontario. Entrambi prestano servizio in tribunale; e lui, che vanta un’esperienza nel settore, frutto di tante ore di attività a favore della collettività, ha il compito di insegnare alla ragazza come funziona l’archivio di un palazzo di giustizia. Solo che, stando all’accusa, se ne approfitta, molestando la giovane sessualmente. 

È quanto sarebbe accaduto il 13 gennaio dell’anno scorso all’interno del palazzo di giustizia a Borgo Berga. Di recente, il procuratore aggiunto Orietta Canova ha comunicato a Giuseppe Losi, della città, di avere chiuso le indagini sul suo conto. Il pensionato è accusato di violenza sessuale aggravata - nell’ipotesi più lieve delle molestie - e, pur raccontando una diversa verità dell’accaduto, ha scelto con il suo legale, l’avv. Davide Osti, di patteggiare per chiudere la dolorosa vicenda. La pena sarebbe inferiore all’anno di reclusione, sospesa. L’indagato si sarebbe anche offerto di dare un risarcimento, pur simbolico, alla famiglia della parte offesa.
Il caso, clamoroso per il luogo in cui è avvenuto, è circoscritto e non può gettare discredito su un’attività, quella dei volontari, che arricchisce da anni il tribunale; né sull’importanza dell’avere aperto il palazzo agli studenti nell’ambito dei progetti di alternanza fra la scuola e il mondo del lavoro.

In base a quanto ricostruito dai carabinieri della procura, tempestivamente informati di quanto accaduto - la ragazzina si era subito confidata e la notizia si era sparsa in un baleno all’interno del tribunale -, quella mattina Losi aveva accompagnato la studentessa nell’archivio, al piano interrato del palazzo. Le avrebbe appoggiato le mani sui fianchi, l’avrebbe sollevata di peso, quasi abbracciandola, e le avrebbe dato un bacio su una guancia. Poco dopo, in ascensore, avrebbe continuato a tenerle le mani sui fianchi. L’episodio, certo meno grave di altri che riempiono le pagine di cronaca, ha creato un profondo imbarazzo nella minorenne, sconvolta dalle libertà che si è preso con lei il pensionato, che avrebbe dovuto seguirla e spiegarle il funzionamento di un settore fondamentale del palazzo di giustizia, non toccarla, abbracciarla o baciarla senza il suo consenso.

Losi, fino a quel giorno descritto come un volontario fra i migliori, preparato, sempre presente e rispettoso, non si è più presentato in tribunale. E, anzi, nelle settimane successive è stato colto anche da un malore. L’avvio di un’inchiesta a suo carico, evidentemente, lo ha turbato; si è difeso dando una versione opposta dei fatti e sostenendo che non c’era stata morbosità nel suo gesto, e che si trattava di una manifestazione di affetto. Ben diversa quella della ragazzina (che ha fatto riferimento anche ad alcune espressioni verbali che non le sono piaciute), che ne aveva subito parlato a casa con i genitori, sotto choc per questo comportamento che non si aspettava e che mai avrebbe immaginato di subire all’interno di Borgo Berga, dove si recava in quelle settimane, tramite la sua scuola superiore, per un progetto a cui credeva e a cui teneva fortemente.
L’inchiesta, condotta in silenzio dagli inquirenti, ha portato a ricostruire i due episodi contestati, avvenuti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, e condurrà Losi davanti al giudice, che valuterà la congruità della pena concordata dalle parti. Le molestie avvenute nel gennaio 2020 sarebbero state una delle ragioni per la redazione di un regolamento interno al palazzo per evitare comportamenti fastidiosi. [END]<MC><MC><MC>
<MC><NO1>© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri

Suggerimenti