Chiesa

Sono 30 gli “aspiranti” alla santità

La cerimonia di canonizzazione di mons. Giovanni Antonio Farina a Roma nel novembre del 2014La cerimonia di canonizzazione di mons. Giovanni Antonio Farina a Roma nel novembre del 2014
La cerimonia di canonizzazione di mons. Giovanni Antonio Farina a Roma nel novembre del 2014La cerimonia di canonizzazione di mons. Giovanni Antonio Farina a Roma nel novembre del 2014

Il recente annuncio della beatificazione di padre Giovanni Schiavo, il giuseppino di Montecchio Maggiore missionario in Brasile, ha fatto uscire il religioso dal gruppo dei venerabili vicentini, meno di dieci, per aggregarlo a quello più folto dei beati, una dozzina. A questi ultimi “serve” un altro miracolo, ovviamente passato al vaglio di tutte le verifiche scientifiche e teologiche, per poter salire agli onori degli altari, come si dice, ed essere proclamati santi. La prima tappa, quando un vescovo dà avvio al processo canonico per una persona in fama di santità, è l’essere chiamato servo di Dio. Se si riconosce che il servo di Dio ha vissuto le virtù cristiane in maniera particolarmente intensa, se non eroica, viene chiamato venerabile. Qualora intervenga un miracolo, il venerabile è iscritto tra i beati, e un altro miracolo ancora apre la possibilità delle proclamazione di santità.

SERVI DI DIO. Sono una trentina, secondo quando riportato dal sito Santiebeati.it, i vicentini per cui è in corso una causa di beatificazione e canonizzazione. Alcuni sono nati nel Vicentino, altri in paesi di altre province ma della diocesi berica, altri ancora nel Vicentino hanno vissuto e lasciato tracce molto forti. Tra i servi di Dio c’è il francescano padre Adriano Osmolowski, ad esempio, è sepolto nella chiesa di San Daniele a Lonigo, dove si fermò in preghiera anche Giovanin Paolo II. Nel 2002 è stata aperta la causa di beatificazione di padre Andrea Maria Cecchin, dei Servi di Maria, sepolto a Monte Berico. E ancora, Bertilla Antoniazzi di San Pietro Mussolino, per la quale è stato recentemente chiesto un supplemento di indagine. Il cardinale Elia Dalla Costa, di Villaverla, arcivescovo di Firenze durante la seconda guerra mondiale. Maria Cristina Cella Mocellin, giovane mamma scomparsa a Bassano. Don Santo Perin di Trissino, morto nel 1945 per lo scoppio di una mina. Padre Tullio Maruzzo di Arcugnano, ucciso in Guatemala.

VENERABILI. In questo gruppo rientrano Elisabetta Tasca Serena, madre di famiglia vissuta per anni a Brendola; padre Gioacchino Stevan di Nove, dei Servi di Maria; don Giuseppe Ambrosini di Soave, suor Olga Gugelmo di Pojana Maggiore, e don Ottorino Zanon, fondatore dell’Istituto San Gaetano.

BEATI. Limitandosi a citarne solo alcuni, si ricordano i vescovi Bartolomeo da Breganze, che fece costruire la chiesa di Santa Corona, e Carlo Liviero, fondatore delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Claudio Granzotto, autore della grotta di Lourde a Chiampo; mamma Rosa, Eurosia Fabris Barban di Quinto Vicentino, scomparsa nel 1932. Ad Asiago è festeggiata la mistica Giovanna Maria Bonomo. Gaetana Sterni, a Bassano, creò la Congregazione delle suore della Divina Volontà, che si occupano di poveri e ammalati.

SANTI. Una decina i vicentini, d’origine o acquisiti, al vertice della gerarchia. Risalgono agli albori del cristianesimo Felice e Fortunato, Leonzio e Carpoforo, e i martiri Donato, Secondiano e Romolo; il martire Vincenzo di Saragozza fu patrono primario della città fino al 1978; Teobaldo di Provins, francese, scomparve a Sossano nel 1066. Dopo Gaetano Thiene, il Santo della Provvidenza che visse nel Cinquecento, si arriva all’epoca moderna con Maria Bertilla Boscardin di Brendola, Giuseppina Bakhita di Schio e Giovanni Antobio Farina, fondatore della congregazione della Doroee.

Gianmaria Pitton