Vicenza

Scontro sull’Ucraina, la parrocchia ferma gli aiuti per i militari

Il materiale che è stato raccolto a Vicenza e inviato ai militari ucraini
Il materiale che è stato raccolto a Vicenza e inviato ai militari ucraini
Il materiale che è stato raccolto a Vicenza e inviato ai militari ucraini
Il materiale che è stato raccolto a Vicenza e inviato ai militari ucraini

Stivali, biancheria leggera in lino, magliette verde militare, calzini militari, cinturone imbottito con sistema a molle, guanti tattici, giubbotti antiproiettile, caschi, occhiali balistici, tenda a mantello e rete mimetica. La lista, già lunga, prosegue ulteriormente. È il materiale richiesto dall’esercito ucraino che sta combattendo contro quello russo nella guerra che ormai prosegue da quasi tre mesi. La stessa “lista della spesa” è stata pubblicata qualche giorno fa nel gruppo Facebook del “Movimento volontario Vicenza”. Si tratta di un movimento sorto spontaneamente sotto la guida di padre Vasyl Kyshenyuk un paio di giorni dopo l’invasione russa. Prima, ha raccolto gli ucraini-vicentini; poi, è stato il catalizzatore di tutta la solidarietà berica. Come detto, il “garante” è padre Vasyl, già guida della comunità ucraina divenuto simbolo. E la base del movimento e delle raccolte è sempre stata il centro parrocchiale di San Giuseppe, al Mercato Nuovo.

Tutto bene, quindi? Non proprio, perché la parrocchia - che fa parte dell’unità pastorale Porta Ovest - che si occupa della gestione del centro e dell’assegnazione degli spazi, una volta scoperta l’ultima novità - vale a dire la raccolta di materiale militare da inviare all’esercito ucraino - ha deciso di dissociarsi prendendo le distanze; e mica è finita qui: perché anche gli spazi che per mesi hanno ospitato la generosità dei vicentini ora sono a rischio.  Insomma, un vero e proprio caso diplomatico. «Gli spazi - scrive la parrocchia dopo aver letto quanto riportato sulle pagine de Il Giornale di Vicenza di venerdì - sono stati concessi per la raccolta di materiale umanitario di prima necessità da inviare ai civili ucraini sfollati dalla guerra. A tale attività hanno partecipato le associazioni, i gruppi, i movimenti, i parrocchiani di San Giuseppe, aiutando nello smistamento ed impacchettamento oltre che nelle donazioni di materiale; fino ad oggi la raccolta ha riguardato esclusivamente materiale destinato alla popolazione civile ucraina».

Anche se, a dire la verità, è stato proprio il Movimento volontario a pubblicare foto piuttosto esplicite sulla sua pagina Facebook e, a questo proposito, la parrocchia chiarisce: «Prendiamo le assolute distanze dal Gruppo Volontariato Vicenza organizzatore di tale raccolta - spiegano netti i parrocchiani guidati da don Luciano Mazzasette - Non concederemo i nostri spazi per la raccolta di materiale destinato a soldati ucraini». E ancora: «Gli spazi verranno revocati immediatamente se utilizzati in tal senso. Le autorità pubbliche preposte controllino in tal senso il materiale raccolto».

Padre Vasyl, che è responsabile della comunità ucraina di rito greco-cattolico presente in tutta la provincia, è consapevole del problema e spiega: «Io non posso effettuare questo tipo di raccolta destinata ai militari perché sono un prete. Bisognava in effetti pensare che si sarebbe potuto creare qualche problema». Da qui l’appello: «Chiedo di portare cibo a lunga conservazione e medicinali».  E il materiale militare? «Se proprio i ragazzi vogliono raccoglierlo, si può pensare di farlo portare in magazzino, lontano dal territorio della parrocchia», riflette padre Vasyl indossando per un attimo la veste del patriota e dimenticando quella del sacerdote per la pace. 

Dunque, è bene prendere contatto con i volontari per evitare di mettere nei guai il lavoro fatto da tutta la comunità ucraina di Vicenza. In ogni caso, il centro parrocchiale di San Giuseppe continua a raccogliere generi di prima necessità da inviare in Ucraina. I volontari sono presenti da lunedì a venerdì nel pomeriggio, dalle 15 alle 18.30, e il sabato dalle 10 alle 18. E del resto proprio l’unità pastorale della Porta Ovest si è fatta parte attiva della raccolta, dedicando ogni settimana una pagina del suo “foglietto” a indicare le coordinate per far pervenire la propria generosità, ma anche alcune informazioni utili per ospitare profughi ucraini. 

 

Karl Zilliken